Il canone è soltanto la voce più visibile. A fine anno sull'estratto conto pesano anche le carte di pagamento, le commissioni sulle singole operazioni e, oltre una certa soglia di giacenza, un'imposta fissata per legge: per questo due conti con lo stesso canone possono avere costi molto diversi.

In questa guida trovi le cifre medie più recenti, le voci da controllare e un esempio pratico per calcolare quanto spendi davvero.

In breve: quanto costa un conto corrente?

  • Costo medio annuo: secondo la Banca d'Italia, nel 2024 un conto corrente bancario tradizionale è costato in media 101,10 euro, un conto online 30,60 euro e un conto postale 71,60 euro.

  • Costo al mese: dividendo la spesa annua per dodici si ottengono circa 8,43 euro per un conto tradizionale, 2,55 euro per un conto online e 5,97 euro per un conto postale.

  • Da cosa dipende: in un conto tradizionale circa due terzi della spesa sono costi fissi (canone e carte); il resto dipende dalle operazioni effettuate, come bonifici e prelievi.

  • Imposta di bollo: per le persone fisiche è di 34,20 euro all'anno, dovuta solo se la giacenza media supera 5.000 euro.

  • Apertura: nella maggior parte dei casi aprire un conto non costa nulla; le spese iniziano a maturare dall'attivazione.

  • Canone zero non significa gratis: carte, prelievi, operazioni allo sportello e imposta di bollo possono comunque avere un costo.

  • Come confrontare: l'Indicatore dei Costi Complessivi (ICC) aiuta a confrontare i conti prima di aprirli; il Riepilogo delle spese mostra quanto si è speso davvero.

I dati vengono dall’indagine della Banca d’Italia pubblicata a dicembre 2025, la più recente disponibile: misura le spese effettivamente sostenute dalle famiglie nell’anno precedente, il 2024.

Quanto costa un conto corrente all'anno e al mese?

Nel 2024 la spesa media di gestione, considerando insieme conti tradizionali, online e postali, è stata di 85,30 euro all'anno, circa 7,11 euro al mese. Le differenze tra le tre tipologie sono però ampie.

Tipologia di conto Costo medio annuo (2024) Equivalente mensile Variazione sul 2023
Conto corrente bancario tradizionale 101,10 € 8,43 € +0,40 €
Conto corrente online 30,60 € 2,55 € +1,70 €
Conto corrente postale 71,60 € 5,97 € +4,30 €
Media ponderata 85,30 € 7,11 € −2,50 €

Fonte: Banca d'Italia, Indagine sul costo dei conti correnti nel 2024 (dicembre 2025). Gli importi mensili sono calcolati dividendo la spesa annua per dodici e non corrispondono ai canoni applicati dalle banche. Gli importi non comprendono l'imposta di bollo.

La media complessiva è scesa rispetto al 2023 non perché i conti siano diventati più economici, ma perché è aumentato il peso dei conti online, che costano meno. Per i conti tradizionali la spesa è rimasta sostanzialmente stabile: i canoni di base e quelli delle carte di debito sono diminuiti, mentre sono aumentate le commissioni sulle operazioni.

Se si aggiunge l'imposta di bollo, la spesa media di un conto tradizionale sale a 117,60 euro. La quota media di bollo è di 16,50 euro per cliente perché l'imposta si paga solo quando la giacenza media supera 5.000 euro.

Quanto si spende in base all'utilizzo del conto

La Banca d'Italia rileva anche la spesa sostenuta dai clienti con abitudini simili ai profili usati per calcolare l'ICC. Chi usa poco il conto spende meno, ma la differenza tra i profili è inferiore a quanto si potrebbe pensare, perché una parte importante della spesa è fissa.

Profili di utilizzo

Spesa media annua (2024)

Giovani

47,70 €

Famiglie con operatività bassa

81,90 €

Famiglie con operatività media

111,50 €

Famiglie con operatività elevata

124,20 €

Pensionati con operatività bassa

82,80 €

Pensionati con operatività media

112,70 €

Fonte: Banca d'Italia, Indagine sul costo dei conti correnti nel 2024, spesa totale per profilo di operatività.

Quali sono le spese di un conto corrente?

Le spese di un conto corrente si dividono in costi fissi, addebitati a prescindere dall'utilizzo, e costi variabili, che dipendono dalle operazioni effettuate. Nei conti tradizionali, nel 2024, le spese fisse sono state in media di 65,40 euro (64,7% del totale) e quelle variabili di 35,70 euro (35,3%).

Canone e altre spese fisse

Il canone è l'importo richiesto per la gestione del conto e può essere addebitato ogni mese, ogni trimestre o una volta l'anno. Nei conti tradizionali il canone di base medio è stato di 51,90 euro annui ed è stato pagato dal 66,2% dei clienti; nei conti online lo ha pagato solo il 38% dei clienti.

Molte banche permettono di ridurre o azzerare il canone rispettando alcune condizioni, ad esempio l'accredito dello stipendio o della pensione, un saldo minimo o un limite di età.

Alle spese fisse si aggiungono le carte di pagamento. Nel 2024 il canone medio di una carta di debito è stato di 7,07 euro all'anno, quello di una carta di credito di 22,95 euro. Possono essere previste anche spese per l'invio di comunicazioni cartacee o per servizi accessori.

Commissioni sulle operazioni

Le spese variabili dipendono dal numero e dal tipo di operazioni. Il canale scelto conta molto: un bonifico disposto allo sportello costa in media più del triplo di uno disposto online.

La tabella riporta il costo medio unitario (CMU) delle principali operazioni bancarie, rilevato dalla Banca d'Italia nel 2024.

Operazione

CMU - conto tradizionale

CMU - conto online

Bonifico allo sportello

2,67 €

–

Bonifico online o da altri canali

0,81 €

0,17 €

Prelievo ATM

0,37 €

0,19 €

Pagamento automatico (es. utenze)

0,21 €

–

Fonte: Banca d'Italia, Indagine sul costo dei conti correnti nel 2024. I valori sono medie che includono anche le operazioni gratuite: la commissione applicata da una singola banca può essere più alta, ad esempio per i prelievi presso sportelli di altri istituti.

Per i bonifici istantanei in euro, dal 9 gennaio 2025 il regolamento europeo sui pagamenti istantanei stabilisce che non possono costare più di un bonifico ordinario dello stesso tipo. Per approfondire tempi e commissioni, consulta la guida su come funziona il bonifico bancario.

Tra le altre voci da controllare rientrano i versamenti e le operazioni allo sportello, il rilascio del carnet di assegni, le ricariche di carte prepagate e i prelievi sotto una soglia minima, che alcune banche applicano anche ai propri ATM.

Scoperto, fido e sconfinamento

Chi va in rosso o utilizza un fido sostiene costi ulteriori. Oltre agli interessi passivi, possono essere applicate la commissione di messa a disposizione dei fondi, che nel 2024 è rimasta stabile all'1,6% del credito accordato, e la commissione di istruttoria veloce (CIV) in caso di sconfinamento, il cui importo medio è salito da 13,70 a 16,20 euro.

Imposta di bollo

L'imposta di bollo sui conti correnti è di 34,20 euro all'anno per le persone fisiche e di 100 euro all'anno per i soggetti diversi, come imprese e società. Per le persone fisiche non è dovuta se la giacenza media annua non supera 5.000 euro.

La giacenza media è la media dei saldi giornalieri nel periodo considerato, quindi non coincide con il saldo di fine anno. Se si hanno più conti o libretti presso la stessa banca, la soglia si verifica sulla giacenza complessiva. L'imposta viene addebitata in proporzione alla periodicità dell'estratto conto, ad esempio 8,55 euro a trimestre.

Il conto di base riservato ai clienti con ISEE inferiore a 11.600 euro è esente dall'imposta. Alcune banche, inoltre, si fanno carico del bollo nell'ambito delle proprie offerte: è un'informazione da verificare nelle condizioni del conto.

Esempio: quanto costa davvero un conto corrente in un anno

Per capire come si forma la spesa, mettiamo a confronto due conti ipotetici utilizzati nello stesso modo: 12 bonifici e 6 prelievi da altri sportelli all'anno, con una giacenza media superiore a 5.000 euro.

Voce di spesa

Conto A – canone 3 €/mese

Conto B – canone zero

Canone

36,00 €

0,00 €

Carta di debito

12,00 €

0,00 €

12 bonifici online

12,00 € (1 € ciascuno)

0,00 €

6 prelievi su ATM di altre banche

12,00 € (2 € ciascuno)

12,00 € (2 € ciascuno)

Imposta di bollo

34,20 €

34,20 €

Totale annuo

106,20 €

46,20 €

Equivalente mensile

8,85 €

3,85 €

Simulazione illustrativa: non riproduce le condizioni economiche di prodotti reali.

Il conto A ha un canone di soli 3 euro al mese ma costa oltre 100 euro all'anno. Il conto B non ha canone, eppure supera i 46 euro: prelievi e imposta di bollo restano a carico del cliente. Per valutare la convenienza di un conto, quindi, non basta guardare il canone.

Quanto costa un conto corrente in banca?

Un conto corrente bancario tradizionale, cioè gestito anche in filiale, nel 2024 è costato in media 101,10 euro, ovvero 117,60 euro considerando l'imposta di bollo. È la tipologia più costosa, per due motivi principali: il canone viene pagato da due clienti su tre e molte operazioni vengono ancora svolte allo sportello, dove le commissioni sono più alte.

Un conto online costa in media 70,50 euro in meno all'anno, circa un terzo di un conto tradizionale. Il vantaggio però dipende dalle abitudini: chi versa spesso contanti o assegni, o ha bisogno di assistenza in filiale, potrebbe sostenere costi aggiuntivi con un conto solo digitale. Per un confronto completo tra le due formule, leggi la guida conto tradizionale o online.

Quanto costa un conto corrente postale?

Nel 2024 la spesa media di un conto corrente postale è stata di 71,60 euro all'anno, circa 5,97 euro al mese, in aumento rispetto ai 67,30 euro del 2023. Si colloca quindi tra i conti online e quelli bancari tradizionali.

I canoni dei conti BancoPosta

Poste Italiane propone diversi conti BancoPosta con canoni mensili differenti, riducibili o azzerabili tramite un meccanismo di cashback.

Conto

Canone mensile

Note

Start giovani

2 €

Riservato agli under 30

Start

7 €

Apribile online o in ufficio postale

Medium

8 €

Apribile online o in ufficio postale

Plus

10 €

Apribile solo in ufficio postale

Premium

0 € con contratto PostePremium

11 € al mese dopo la cessazione di PostePremium

Fonte: Poste Italiane, condizioni consultate a novembre 2026. Canoni e promozioni possono cambiare: verificare sempre il foglio informativo aggiornato.

Il canone si riduce in base all'importo accreditato ogni mese, ad esempio stipendio o pensione: lo sconto è di 2 euro per accrediti tra 600 e 1.500 euro, di 3 euro tra 1.500,01 e 2.500 euro e di 4 euro oltre questa soglia. Altri sconti sono legati al patrimonio detenuto presso Poste. Gli sconti si possono sommare fino ad azzerare il canone.

Oltre al canone vanno considerati i costi delle carte collegate, i prelievi presso ATM di altre banche, i bonifici disposti allo sportello e l'imposta di bollo, dovuta alle stesse condizioni dei conti bancari.

Quanto costa aprire un conto corrente?

Nella maggior parte dei casi aprire un conto corrente, in banca o online, non comporta commissioni di apertura. I costi iniziano a maturare dal momento dell'attivazione: canone, eventuali carte, commissioni sulle operazioni e, se dovuta, imposta di bollo.

Prima di firmare è comunque utile verificare nel foglio informativo che non ci siano spese di attivazione e controllare le condizioni applicate dopo eventuali periodi promozionali. Documenti necessari e procedura sono spiegati nella guida su come aprire un conto corrente.

Un conto corrente a canone zero è davvero gratuito?

Un conto a canone zero non è necessariamente un conto senza spese: la gratuità può riguardare solo il canone, mentre altri servizi restano a pagamento. Secondo la Banca d'Italia, nel 2024 circa sei clienti online su dieci non hanno pagato alcun canone di base, e per almeno un correntista online su dieci la spesa annua è stata pari a zero.

Le offerte si distinguono anche per le condizioni richieste per ottenere o mantenere la gratuità.

Tipologia di offerta

Cosa controllare

Canone zero senza condizioni

Commissioni su prelievi e operazioni, costo della carta fisica, servizi accessori

Canone azzerabile

Requisiti per ottenere e mantenere l'azzeramento, canone pieno se non rispettati

Conto gratuito per giovani

Limite di età e condizioni applicate al suo superamento

Gratuità promozionale

Durata della promozione e canone ordinario alla scadenza

Ad esempio, un conto può avere canone zero ma prevedere commissioni sui prelievi sotto una certa soglia, sulle operazioni allo sportello o sull'emissione della carta fisica. Anche l'imposta di bollo resta dovuta, salvo che la banca se ne faccia carico. Oltre ai costi, prima di aprire un conto conviene verificare anche le tutele sui depositi: ne parliamo nella guida sui soldi sul conto corrente al sicuro.

Come sapere quanto costa il proprio conto: ICC e documenti

Per confrontare i conti correnti non basta il canone pubblicizzato. I documenti di trasparenza che banche e Poste devono mettere a disposizione permettono di stimare la spesa prima di aprire un conto e di verificarla in seguito.

L'Indicatore dei Costi Complessivi (ICC) è una stima della spesa annua calcolata su profili di utilizzo standard: giovani, famiglie con operatività bassa, media o elevata, pensionati. Serve a confrontare conti diversi a parità di utilizzo, ma non coincide con quanto spenderà il singolo cliente: nel 2024 il 69,5% dei correntisti ha speso meno di quanto indicato dall'ICC del proprio conto.

Documento

A cosa serve

Documento informativo sulle spese

Riassume i costi dei principali servizi e riporta l'ICC

Foglio informativo

Descrive nel dettaglio condizioni economiche e caratteristiche del conto

Riepilogo delle spese

Inviato ogni anno, riporta i costi effettivamente sostenuti dal cliente

Il Riepilogo delle spese è il documento più utile per capire quanto costa davvero il proprio conto: confrontarlo con l'ICC di altri prodotti aiuta a individuare commissioni elevate o servizi pagati ma poco utilizzati.

Come ridurre i costi del conto corrente

Ridurre le spese bancarie non significa necessariamente rinunciare ai servizi. Spesso basta individuare le voci che pesano di più e modificare alcune abitudini.

  1. Verificare il canone: controllare se può essere azzerato con l'accredito dello stipendio o della pensione o con altre condizioni previste.

  2. Usare i canali digitali: bonifici e pagamenti disposti online costano in media molto meno di quelli eseguiti allo sportello.

  3. Fare attenzione ai prelievi: preferire gli ATM della propria banca ed evitare prelievi sotto le eventuali soglie minime.

  4. Rivedere le carte: verificare quali carte sono incluse nel canone ed eliminare quelle che non si usano.

  5. Evitare gli sconfinamenti: la commissione di istruttoria veloce e gli interessi passivi possono incidere più del canone.

  6. Controllare il Riepilogo delle spese: individuare ogni anno le voci più onerose.

  7. Valutare il trasferimento: se le condizioni non sono più convenienti, il servizio di trasferimento del conto è gratuito per i consumatori.

La convenienza sulla scelta del conto dipende dall'uso che si fa: un conto senza canone può risultare più caro di uno a pagamento se applica commissioni elevate alle operazioni che si effettuano più spesso.

L'analisi dell'esperto

Donato Rossiello
Donato Rossiello Consulente Finanziario

Molti scelgono un conto a consumo convinti di pagare solo ciò che usano. I dati della Banca d’Italia dicono altro: nel 2024 i clienti con conti a consumo hanno speso in media 150,40 euro, più di qualsiasi altro profilo rilevato, comprese le famiglie con operatività elevata. Piccole commissioni ripetute per dodici mesi finiscono spesso per superare un canone fisso. Il mio consiglio è contare le operazioni fatte davvero in un anno e confrontare il totale con il canone di un conto a pacchetto: il punto di pareggio arriva prima di quanto si pensi.

FAQ

Sì, ma “canone zero” non vuol dire senza spese: carte, prelievi, operazioni allo sportello e imposta di bollo possono comunque avere un costo. L’unico conto gratuito per legge è il conto di base: senza canone e senza bollo per chi ha un ISEE inferiore a 11.600 euro, senza canone per i pensionati con trattamenti fino a 18.000 euro lordi annui, che però pagano il bollo se la giacenza media supera 5.000 euro. Requisiti e procedura sono nella guida su come aprire un conto corrente.

Dipende dalla giacenza presso ciascuna banca. La soglia di 5.000 euro si verifica sulla giacenza media complessiva dei conti e libretti aperti presso la stessa banca, mentre per banche diverse il calcolo è separato. Ad esempio, due conti da 4.000 euro in due banche diverse non pagano il bollo; nella stessa banca la giacenza complessiva di 8.000 euro lo renderebbe dovuto su ciascun conto.

No: il Testo Unico Bancario prevede che il cliente possa recedere in qualsiasi momento senza penalità e senza spese di chiusura. Restano dovute le spese maturate fino alla chiusura, come la quota di canone e di bollo.

Fonti utilizzate