Il bonifico bancario è un ordine con cui si chiede alla propria banca di trasferire una somma dal proprio conto al conto di un beneficiario, identificato tramite il codice IBAN. In Italia e nell'area SEPA può essere ordinario, con accredito entro il giorno lavorativo successivo, oppure istantaneo, con accredito in pochi secondi a qualsiasi ora. Questa guida spiega quali dati servono, quanto tempo impiega, quanto costa, come funziona la verifica del beneficiario e cosa fare se si sbaglia o si vuole annullare un pagamento.

In breve

  • Cos'è: un trasferimento di denaro tra conti di pagamento, disposto tramite una banca o un altro prestatore di servizi di pagamento.

  • Come si fa: da app, home banking o sportello, indicando IBAN, nome del beneficiario, importo e causale.

  • Quanto tempo richiede: il bonifico ordinario SEPA arriva entro il giorno lavorativo successivo alla ricezione dell'ordine; quello istantaneo entro 10 secondi, anche di notte e nei festivi.

  • Quanto costa: dipende dal conto e dal canale. Nell'area euro il bonifico istantaneo non può costare più dell'ordinario equivalente.

  • Si può annullare: l'ordinario solo finché l'ordine non è diventato irrevocabile; l'istantaneo, una volta eseguito, no.

  • Sicurezza: la verifica del beneficiario confronta nome e IBAN prima di autorizzare il pagamento e segnala eventuali differenze.

  • Se sbagli IBAN: la banca esegue il pagamento in base all'IBAN indicato; il recupero dei fondi è possibile ma non garantito.

Cos'è un bonifico e come funziona

Il bonifico è uno degli strumenti più usati per trasferire denaro, perché non richiede contanti né carte e lascia una traccia completa dell'operazione. Il meccanismo coinvolge due intermediari: la banca dell'ordinante riceve l'ordine, addebita l'importo e lo trasmette, attraverso i circuiti interbancari, alla banca del beneficiario, che accredita la somma sul conto di destinazione.

Nei Paesi dell'area SEPA (Single Euro Payments Area), che comprende l'Unione Europea e altri Stati come Svizzera, Norvegia e Regno Unito, i bonifici in euro seguono regole comuni definite dall'European Payments Council: lo schema SCT (SEPA Credit Transfer) per il bonifico ordinario e lo schema SCT Inst per quello istantaneo. Per questo un pagamento da Milano a Madrid richiede gli stessi dati e ha gli stessi tempi di uno da Milano a Torino.

Le regole su tempi, revoca e responsabilità derivano dalla direttiva europea sui servizi di pagamento (PSD2), recepita in Italia dal D.Lgs. 11/2010, mentre il bonifico istantaneo e la verifica del beneficiario sono disciplinati dal Regolamento (UE) 2024/886.

Quali dati servono per fare un bonifico

Per disporre un bonifico servono pochi elementi, da inserire con attenzione:

  • IBAN del beneficiario: il codice che identifica in modo univoco il conto su cui arriverà il denaro.

  • Nome e cognome o ragione sociale del beneficiario: serve anche per la verifica di corrispondenza con l'IBAN.

  • Importo: la somma da trasferire, in euro per i bonifici SEPA.

  • Causale: una breve descrizione del pagamento, per esempio il numero di una fattura o il mese dell'affitto.

  • Data di esecuzione: di norma la prima data utile, ma si può programmare il bonifico per una data futura.

Per i bonifici SEPA in euro non serve indicare il codice BIC della banca destinataria: basta l'IBAN. Il BIC/SWIFT è invece richiesto per molti trasferimenti fuori dall'area SEPA o in valute diverse dall'euro.

L'IBAN è il dato più importante, perché è quello che determina effettivamente dove arriveranno i soldi.

Il bonifico parlante per le detrazioni fiscali

Per alcune spese che danno diritto a detrazioni, come i lavori di ristrutturazione, la riqualificazione energetica o il bonus mobili, non basta un bonifico qualsiasi: serve il cosiddetto bonifico parlante. Oltre ai dati ordinari deve riportare la norma di riferimento dell'agevolazione, il codice fiscale di chi usufruisce della detrazione e la partita IVA o il codice fiscale dell'impresa o del professionista che riceve il pagamento.

Su questi bonifici la banca applica una ritenuta d'acconto dell'11% a carico del beneficiario, in vigore dal 1° marzo 2024. Molte app hanno una funzione dedicata che guida nella compilazione. Un bonifico ordinario al posto di quello parlante può far perdere la detrazione.

Come si fa un bonifico passo per passo

Da app o home banking la procedura è simile presso tutte le banche:

  1. Apri la sezione dedicata ai bonifici e scegli il conto da cui addebitare l'importo.

  2. Inserisci IBAN, nome del beneficiario, importo e causale, e scegli se effettuare un bonifico ordinario o istantaneo.

  3. Controlla l'esito della verifica del beneficiario e rileggi i dati, in particolare l'IBAN.

  4. Conferma l'operazione con il sistema di autenticazione della banca, per esempio un codice temporaneo o il riconoscimento biometrico.

  5. Scarica o salva la ricevuta con il codice identificativo dell'operazione (TRN o CRO), utile in caso di verifiche o contestazioni.

Allo sportello si compila un modulo e ci si identifica; alcune banche accettano anche disposizioni telefoniche. Questi canali hanno di solito commissioni più alte rispetto all'online.

Bonifico ordinario e bonifico istantaneo: le differenze

Entrambi trasferiscono denaro con gli stessi dati, ma si distinguono per tempi, disponibilità del servizio e possibilità di revoca.

Caratteristica Bonifico ordinario SEPA Bonifico istantaneo SEPA
Tempi di accredito Entro il giorno lavorativo successivo alla ricezione dell'ordine Entro 10 secondi
Disponibilità del servizio Elaborazione nei giorni lavorativi, entro l'orario limite (cut-off) 24 ore su 24, 7 giorni su 7, festivi inclusi
Costi Secondo le condizioni del conto Non superiori a quelli dell'ordinario equivalente
Revoca Possibile finché l'ordine non è irrevocabile Non revocabile dopo l'esecuzione
Limiti di importo Nessun limite normativo; possibili massimali della banca Massimale personale impostabile dal cliente; possibili limiti della banca
Utilizzo ideale Pagamenti programmati o non urgenti, importi elevati verso destinatari nuovi Pagamenti urgenti verso destinatari noti

Il Regolamento (UE) 2024/886 ha cambiato in modo sostanziale le regole del bonifico istantaneo in euro. Dal 9 gennaio 2025 le banche dell'area euro devono consentire la ricezione di bonifici istantanei e non possono farli pagare più degli ordinari corrispondenti. Dal 9 ottobre 2025 devono consentirne anche l'invio. Per altri prestatori di servizi di pagamento, come gli istituti di pagamento e di moneta elettronica, e per i Paesi UE che non adottano l'euro sono previste scadenze successive.

Il bonifico istantaneo ha un limite di importo?

Il regolamento non fissa un tetto unico. Prevede invece che il cliente possa chiedere alla propria banca di impostare un massimale per i bonifici istantanei, per singola operazione o giornaliero, e modificarlo in qualsiasi momento, di solito direttamente dall'app. Se un ordine supera il massimale, la banca non lo esegue e avvisa il cliente. Le banche possono comunque applicare propri limiti operativi: prima di un pagamento importante, come il saldo di un acquisto o una caparra, conviene verificarli in anticipo.

Quando parte e quando arriva: orari, weekend e festivi

Per il bonifico ordinario contano due concetti: il giorno lavorativo e l'orario limite (cut-off). Ogni banca stabilisce un orario, di solito nel primo pomeriggio, oltre il quale gli ordini ricevuti si considerano arrivati il giorno lavorativo successivo. Dal momento della ricezione, la banca ha tempo fino alla fine del giorno lavorativo seguente per accreditare la somma alla banca del beneficiario.

Un esempio pratico: un bonifico ordinario disposto venerdì sera, dopo il cut-off, si considera ricevuto lunedì e arriva entro martedì. Lo stesso vale per sabato, domenica e per i giorni di chiusura del sistema di pagamento europeo, come il 1° gennaio, il Venerdì Santo, il Lunedì dell'Angelo, il 1° maggio, il 25 e il 26 dicembre. In pratica molte banche accreditano più velocemente del termine massimo, ma non è garantito.

Il bonifico istantaneo non ha questi vincoli: viene eseguito in pochi secondi anche di notte, nel weekend e nei festivi.

Data di esecuzione, valuta e disponibilità

Tre espressioni compaiono spesso nell'estratto conto e vanno distinte.

La data di esecuzione indica quando la banca esegue l'ordine di pagamento. La data valuta è quella da cui decorrono gli eventuali interessi. La disponibilità indica il momento da cui il beneficiario può effettivamente usare la somma ricevuta. Per i bonifici SEPA in euro, quando i fondi arrivano alla banca del beneficiario, questa deve renderli disponibili immediatamente, con data valuta non successiva al giorno dell'accredito.

Come dimostrare di aver pagato: ricevuta, CRO e TRN

Ogni bonifico è identificato da un codice univoco che permette di rintracciarlo. Il TRN (Transaction Reference Number) è il codice alfanumerico usato oggi per i bonifici SEPA; il CRO (Codice di Riferimento Operazione) è il codice numerico usato in passato per i bonifici nazionali e che alcune banche riportano ancora. Entrambi si trovano nella ricevuta e nei dettagli del movimento in app.

Attenzione al tipo di ricevuta: quella generata subito dopo la conferma attesta che l'ordine è stato disposto, non che il denaro è arrivato. Se il destinatario chiede una prova di pagamento, è meglio inviare la ricevuta quando lo stato dell'operazione risulta "eseguito" e indicare il TRN, che la sua banca può usare per rintracciare l'accredito.

La verifica del beneficiario

Dal 9 ottobre 2025 le banche dell'area euro devono offrire gratuitamente la verifica del beneficiario, conosciuta anche come Verification of Payee (VoP). Prima di autorizzare un bonifico SEPA, ordinario o istantaneo, la banca dell'ordinante chiede a quella del beneficiario se il nome inserito corrisponde all'intestatario dell'IBAN e mostra l'esito al cliente.

Il risultato può essere di quattro tipi:

  • Corrispondenza: nome e IBAN coincidono.

  • Corrispondenza parziale: il nome è simile ma non identico, per esempio per un errore di battitura; in questo caso la banca mostra il nome corretto.

  • Mancata corrispondenza: il nome non corrisponde all'intestatario del conto.

  • Verifica non possibile: per esempio per un problema tecnico o perché la banca del beneficiario non aderisce al servizio.

Un esito negativo non blocca il bonifico: il cliente può correggere i dati oppure confermare comunque. Questa scelta però ha conseguenze precise. Se si autorizza un pagamento dopo un avviso di mancata corrispondenza e il denaro finisce alla persona sbagliata, la banca che ha fornito correttamente il servizio non ne risponde. Il regolamento prevede invece il diritto al rimborso se è la banca a non aver eseguito correttamente la verifica.

La verifica riduce errori e frodi, ma non dice nulla sull'affidabilità del destinatario: controlla solo che quel nome sia l'intestatario di quell'IBAN.

Cosa succede se sbagli l'IBAN

Per legge la banca esegue il bonifico sulla base dell'IBAN, non del nome: se l'IBAN è sbagliato ma valido, il denaro arriva sul conto corrispondente a quel codice, anche se appartiene a un'altra persona, e la banca non è responsabile della mancata esecuzione verso il destinatario voluto. La verifica del beneficiario, oggi, rende questo errore molto più facile da intercettare prima della conferma.

Se l'errore è già avvenuto, ecco cosa fare:

  1. Contatta subito la tua banca e chiedi il richiamo (recall) del bonifico, indicando TRN, importo e data.

  2. La banca deve compiere sforzi ragionevoli per recuperare i fondi e la banca del beneficiario è tenuta a collaborare. Per il servizio di recupero può essere prevista una commissione, se indicata nel contratto.

  3. Se il recupero non riesce, puoi chiedere per iscritto alla tua banca le informazioni disponibili sul destinatario per agire nei suoi confronti e ottenere la restituzione.

Se l'IBAN è formalmente errato, per esempio per una cifra mancante, il sistema di solito lo rifiuta prima dell'invio, perché il codice contiene cifre di controllo.

Quanto costa un bonifico

Il costo dipende dalla banca, dalle condizioni del conto e dal canale. Online o da app, i bonifici SEPA sono spesso gratuiti o hanno commissioni contenute, mentre allo sportello costano generalmente di più. Alcuni conti includono un numero di bonifici gratuiti al mese e applicano una commissione a quelli successivi.

Il bonifico istantaneo in euro, come visto, non può costare più dell'ordinario equivalente: se il bonifico ordinario online è gratuito, lo è anche l'istantaneo. Per i trasferimenti fuori dall'area SEPA o in altre valute si possono aggiungere commissioni di cambio e spese delle banche intermediarie.

Per approfondire: Scopri i migliori conti correnti gratuiti.

Si può annullare un bonifico?

Dipende dal tipo di bonifico e dal momento in cui si chiede la revoca.

Bonifico ordinario programmato: può essere revocato entro la fine del giorno lavorativo precedente a quello fissato per l'esecuzione, salvo condizioni diverse previste dal contratto.

Bonifico ordinario con esecuzione immediata: la revoca è possibile solo finché l'ordine non è diventato irrevocabile, cioè in genere finché non è stato ricevuto ed elaborato dalla banca. Le modalità dipendono dalla banca e dallo stato della disposizione.

Bonifico istantaneo: una volta eseguito non è revocabile. La banca può inoltrare una richiesta di richiamo, ma la restituzione avviene solo se il beneficiario la autorizza.

Quando il denaro è già stato trasferito non si parla più di annullamento ma di recupero: la banca può avviare la procedura di richiamo, ma la restituzione non è garantita e spesso richiede la collaborazione del beneficiario.

Bonifici verso l'estero

Per i pagamenti verso l'estero bisogna distinguere tra bonifici SEPA e trasferimenti internazionali che non rientrano in questo circuito.

I bonifici SEPA in euro verso i Paesi aderenti funzionano esattamente come quelli nazionali: stessi dati, stessi tempi, stessi costi. Non tutti i Paesi SEPA appartengono all'Unione Europea o usano l'euro, ma i bonifici in euro verso di essi seguono comunque le regole comuni.

I bonifici extra-SEPA, o in valute diverse dall'euro, richiedono di solito il codice BIC/SWIFT della banca destinataria e possono impiegare diversi giorni lavorativi. Al momento dell'ordine si sceglie anche chi sostiene le spese:

  • SHA: ciascuno paga le commissioni della propria banca. È l'opzione standard e l'unica ammessa per i bonifici SEPA.

  • OUR: l'ordinante paga tutte le spese, comprese quelle delle banche intermediarie; il beneficiario riceve l'importo pieno.

  • BEN: tutte le spese sono a carico del beneficiario, che riceve l'importo al netto delle commissioni.

Prima di inviare conviene confrontare il tasso di cambio applicato dalla banca con quello di mercato: il ricarico sul cambio spesso pesa più della commissione fissa.

L'analisi dell'esperto

Donato Rossiello
Donato Rossiello Consulente Finanziario

La verifica del beneficiario non protegge dalla truffa dell'IBAN cambiato: se il truffatore indica il nome vero dell'intestatario del suo conto, l'esito sarà "corrispondenza". Quando un fornitore o un'agenzia comunica nuove coordinate via email, conferma con una telefonata al numero che avevi già, mai a quello nel messaggio. E per una caparra verso un destinatario nuovo, usa un bonifico ordinario programmato per il giorno dopo: fino a fine giornata puoi revocarlo, un istantaneo no.

Fonti utilizzate

Per la redazione di questa guida sono state consultate le seguenti fonti istituzionali:

FAQ

Il bonifico trasferisce denaro tra conti di pagamento, anche intestati a persone diverse. Il giroconto è un trasferimento tra due conti dello stesso intestatario, presso la stessa banca o, a seconda dei servizi disponibili, presso banche diverse.

È un ordine che si imposta una sola volta e si ripete automaticamente a intervalli regolari, per esempio ogni mese, di solito con importo fisso. Alcune banche lo chiamano bonifico periodico o permanente. È utile per affitti, rate e altre spese fisse e si può modificare o sospendere dall'app.

Sì, se la banca del beneficiario non può accreditarlo, per esempio perché il conto è stato chiuso o l'IBAN non corrisponde a un conto attivo. In questi casi il bonifico viene respinto e l'importo torna sul conto dell'ordinante, di solito entro pochi giorni lavorativi. Alcune banche trattengono le commissioni dell'operazione originaria.

Sì. La banca può sospendere o rifiutare un ordine in caso di sospetta frode, per verifiche antiriciclaggio o se il conto non ha fondi sufficienti. Quando rifiuta un bonifico deve informare il cliente e, salvo divieti di legge, spiegarne i motivi e come correggere l'errore.