Per aprire un conto corrente servono un documento d'identità valido, il codice fiscale e pochi dati di contatto, e si può fare sia in filiale sia online.

In filiale il conto si attiva con un appuntamento e la firma del contratto, online si completa da smartphone con un riconoscimento a distanza: in entrambi i casi i tempi vanno da pochi minuti a qualche giorno lavorativo, a seconda dei controlli della banca.

In breve: come aprire un conto corrente

  • Servono un documento d’identità valido, il codice fiscale e pochi dati di contatto, e la banca chiede anche informazioni su lavoro e reddito per i controlli antiriciclaggio.

  • Si può aprire in filiale, con appuntamento e firma allo sportello, oppure online, con riconoscimento a distanza tramite videochiamata, SPID o carta d’identità elettronica.

  • I tempi vanno da pochi minuti a qualche giorno lavorativo, e prima di firmare conviene leggere il foglio informativo e il documento che riepiloga le spese del conto.

  • Chi ha difficoltà ad accedere a un conto ordinario può chiedere il conto di base, che per legge spetta ai consumatori che soggiornano legalmente nell’Unione europea.

Cosa serve per aprire un conto corrente

I requisiti di base sono simili per tutte le banche, anche se ognuna può chiedere qualcosa in più:

  • Un documento d'identità in corso di validità, come carta d'identità, passaporto o patente

  • Il codice fiscale, di solito tramite tessera sanitaria

  • Un indirizzo di residenza o domicilio, un numero di cellulare e un indirizzo email

  • Alcune informazioni su professione e fonte del reddito, richieste dal questionario previsto dalla normativa antiriciclaggio

  • Per i cittadini di paesi non appartenenti all'Unione Europea, il permesso di soggiorno o un documento equivalente

Per aprire un conto in proprio bisogna essere maggiorenni. I minori possono avere un conto solo tramite i genitori o chi ne ha la rappresentanza legale.

Come aprire un conto in filiale

Il percorso tradizionale prevede un appuntamento presso la filiale scelta. L'operatore raccoglie i documenti, fa compilare il questionario di adeguata verifica, illustra le condizioni economiche del conto e fa firmare il contratto. Al termine il conto è aperto o in fase di attivazione, e la carta di debito arriva in genere entro pochi giorni, per posta o da ritirare allo sportello.

È la strada più comoda per chi preferisce spiegazioni a voce, ha dubbi sulle condizioni o vuole aprire insieme al conto anche altri servizi.

Come aprire un conto online in 5 step

Aprire un conto online richiede pochi passaggi, tutti da remoto:

  1. Si sceglie il conto sul sito o nell'app della banca e si avvia la richiesta

  2. Si inseriscono dati anagrafici, codice fiscale, recapiti e informazioni su lavoro e reddito

  3. Ci si identifica, a seconda della banca, con una videochiamata, con SPID o con la carta d'identità elettronica, oppure con una foto del documento e un selfie

  4. Si firma il contratto con firma elettronica, spesso tramite un codice ricevuto via SMS

  5. Si attiva l'app, si imposta l'accesso sicuro e si riceve l'IBAN del nuovo conto

Quando i controlli vanno a buon fine, il conto è operativo in tempi che variano da qualche minuto a uno o due giorni lavorativi. Se sei alla ricerca di un conto online da aprire scopri la nostra selezione di conti correnti con le migliori offerte del momento.

Quanto tempo ci vuole

I tempi dipendono dal canale e dalla banca. In filiale il contratto si firma in una sola seduta, ma l'attivazione completa, con carta e accesso all'home banking, può richiedere alcuni giorni.

Online la parte attiva per l'utente dura di solito dieci o quindici minuti, mentre i controlli della banca possono richiedere da poche ore a due o tre giorni lavorativi, soprattutto se la documentazione richiede verifiche manuali.

Se serve un conto in tempi stretti, per esempio per ricevere il primo stipendio, conviene avviare la richiesta con anticipo e assicurarsi di avere a portata di mano documenti leggibili e aggiornati, perché un'immagine sfocata o un documento scaduto sono tra le cause più frequenti di ritardo.

Cosa leggere prima di firmare

Prima di sottoscrivere conviene leggere con attenzione i documenti informativi che la banca è tenuta a fornire, in particolare il foglio informativo e il documento che riepiloga tutte le spese del conto.

Contengono canone, costo delle operazioni, condizioni per l'azzeramento delle spese e costi dei servizi accessori, ed è l'unico modo per confrontare davvero due offerte.

Per i contratti conclusi a distanza è previsto in genere un diritto di recesso entro 14 giorni, senza penali, salvo le eccezioni indicate nel contratto. Vale la pena controllare questa clausola, soprattutto se si apre il conto per approfittare di una promozione.

Il consiglio dell'esperto

Claudio Tuteri
Claudio Tuteri Economista e Analista Finanziario

Prima di aprire un conto conviene scrivere su un foglio cosa serve davvero: dove arriva lo stipendio, quante operazioni si fanno, se si versano contanti, se si vuole una carta di credito. Con questa lista in mano il foglio informativo diventa facile da leggere, perché si controllano subito le voci che contano e si ignorano le altre. Consiglio anche di guardare cosa succede quando finisce una promozione e di tenere il vecchio conto attivo finché il nuovo non ha ricevuto almeno uno stipendio e un addebito.

Conto individuale o cointestato

Il conto può essere intestato a una sola persona oppure cointestato a due o più persone. Nel secondo caso, tutti gli intestatari devono essere identificati e firmare il contratto, e va deciso se ciascuno può operare da solo, con firma disgiunta, o solo insieme agli altri, con firma congiunta. È una soluzione comune per coppie e familiari che gestiscono insieme le spese di casa.

Dopo l'apertura: i primi passi

Una volta ottenuto l'IBAN, conviene sistemare subito alcune cose. Si comunica il nuovo IBAN al datore di lavoro o all'ente che paga la pensione, si impostano gli addebiti delle utenze, si attiva la carta e si controllano le impostazioni di sicurezza dell'app, come l'autenticazione biometrica e le notifiche sui movimenti.

Quasi mai è richiesto un versamento iniziale, anche se alcuni conti hanno condizioni legate a una giacenza minima o a un primo accredito per azzerare il canone: sono dettagli da verificare nel contratto.

I 5 errori da evitare in fase di apertura

Alcune distrazioni si ripetono spesso e possono costare tempo o denaro:

  1. Scegliere il conto guardando solo la promozione iniziale, senza leggere cosa succede quando finisce

  2. Inserire dati anagrafici o recapiti con errori, che rallentano i controlli e possono bloccare l'apertura

  3. Dimenticare di comunicare il nuovo IBAN a datore di lavoro e fornitori, continuando a usare il vecchio conto più del necessario

  4. Non controllare le condizioni di azzeramento del canone, che spesso richiedono un accredito o una giacenza minima

  5. Cliccare su link ricevuti per email o SMS per completare l'apertura, invece di usare solo il sito o l'app ufficiali

Se la banca rifiuta o se il conto non è accessibile

La banca può rifiutare l'apertura se non riesce a completare l'identificazione o l'adeguata verifica, o per altri motivi previsti dalla normativa.

Chi ha difficoltà ad accedere a un conto ordinario può chiedere il conto di base, un conto con funzioni essenziali previsto dalla normativa europea e italiana, con costi ridotti o azzerati per le fasce di reddito più basse. Le condizioni precise vanno verificate direttamente con la banca.

Fonti utilizzate

Banca d’Italia, “Il conto corrente in parole semplici”, guida aggiornata il 17 marzo 2026

Banca d’Italia, “Orientamenti di vigilanza di tutela sull’offerta del conto di base”

Banca d’Italia, Comunicazione del 5 agosto 2026 sul conto di pagamento con caratteristiche di base

Banca d’Italia, L’economia per tutti, Pagamenti elettronici (autenticazione forte)

Informazioni dettagliate

Non esiste un limite di legge al numero di conti correnti che una persona può aprire, anche presso banche diverse. Ogni conto ha però i suoi costi, e le banche comunicano l'esistenza dei rapporti all'Anagrafe dei rapporti finanziari dell'Agenzia delle Entrate, per cui conviene tenere solo i conti che servono davvero.

Sì, in generale non è obbligatorio avere un lavoro dipendente. La banca può chiedere informazioni sulla fonte del reddito per l'adeguata verifica, ma non è un requisito di accesso al conto.

Dipende dalla banca: alcune accettano non residenti, in genere con documentazione aggiuntiva, altre richiedono la residenza o il domicilio in Italia. Conviene informarsi prima di avviare la richiesta.

Di norma no. Alcuni conti prevedono condizioni legate alla giacenza o all'accredito dello stipendio per ottenere canone zero, ma non un deposito obbligatorio all'apertura.

Sì, se la banca è regolarmente autorizzata e si seguono le regole di base: aprire il conto solo dal sito o dall'app ufficiali, non condividere mai codici ricevuti via SMS o credenziali e diffidare di messaggi che chiedono di completare l'apertura tramite link sospetti.