Cambiare conto corrente oggi è un passaggio quasi indolore. La legge prevede la portabilità: si apre il nuovo conto, si firma una richiesta alla nuova banca e questa sposta saldo, bonifici ricorrenti e addebiti diretti entro 12 giorni lavorativi, gratis. In alternativa si può fare tutto da soli, con più lavoro ma più controllo sui tempi.
In breve
La portabilità è gratuita ed è un diritto del consumatore: non serve il consenso della vecchia banca.
La nuova banca deve completarla entro 12 giorni lavorativi da quando riceve la richiesta completa. Se sfora, scatta un indennizzo di 40 euro più una maggiorazione.
Si può trasferire tutto o solo una parte: solo il saldo, solo alcuni servizi, con o senza chiusura del vecchio conto.
Non tutto passa in automatico: carte, alcune domiciliazioni (come Telepass e certe carte di credito) e gli accrediti INPS, comprese le pensioni, vanno gestiti a parte.
Il vecchio conto non si chiude da solo: conviene chiuderlo solo dopo aver visto almeno un ciclo di pagamenti andare a buon fine sul nuovo.
Quando ha senso cambiare conto
Le ragioni più comuni sono l'aumento dei costi, la fine di una promozione che azzerava il canone, una modifica unilaterale delle condizioni da parte della banca o il bisogno di servizi che il conto attuale non offre.
A volte cambiano le esigenze: un nuovo lavoro, un trasloco o il desiderio di passare da un conto tradizionale a uno online. Chi apre una partita IVA deve sapere che la portabilità vale solo per i conti dei consumatori: per un conto aziendale il passaggio va gestito con la banca.
Prima di decidere conviene confrontare il costo reale del conto attuale con quello delle alternative, considerando tutte le voci e non solo il canone. Se la differenza è minima, il passaggio potrebbe non valere il disturbo.
Cosa verificare prima di scegliere la nuova banca
Cambiare conviene solo se il nuovo conto è davvero più adatto. Prima di aprirlo conviene guardare:
il canone dopo il primo anno e le condizioni per azzerarlo;
il costo di bonifici e prelievi;
la carta di debito inclusa e la qualità dell'app;
come funzionano i versamenti di contanti e assegni, spesso limitati sui conti online;
se il conto accetta le domiciliazioni che si usano di più.
Per una guida ai criteri di confronto si può partire dall'articolo su come scegliere un conto corrente.
Le due strade: portabilità o fai da te
Esistono due modi di cambiare conto:
Portabilità (servizio di trasferimento): la nuova banca gestisce il passaggio dopo una richiesta firmata dal cliente. È gratuita e ha tempi garantiti dalla legge.
Fai da te: il cliente apre il nuovo conto, comunica personalmente il nuovo IBAN e sposta una per una le domiciliazioni, poi chiude il vecchio conto.
La portabilità è più comoda se il conto ha molte domiciliazioni, e la richiesta firmata fissa una data da cui far valere i propri diritti in caso di ritardo. Il fai da te può andare bene con pochi movimenti ricorrenti, o quando si vuole decidere con precisione quando spostare ciascun pagamento.
Chi può usare la portabilità
La portabilità è riservata ai consumatori, cioè alle persone che non usano il conto per un'attività d'impresa o professionale. Il nuovo conto deve essere:
presso una banca o un intermediario situato in Italia e diverso da quello del vecchio conto;
intestato alle stesse persone (in caso di conto cointestato, a tutti i cointestatari);
nella stessa valuta del vecchio conto.
La portabilità è possibile anche se il vecchio conto ha un saldo negativo o se si ha un prestito in corso. Per spostare un conto all'interno della stessa banca o verso una banca estera esistono procedure diverse, da chiedere alla banca di provenienza.
Come funziona la portabilità passo a passo
La procedura segue una sequenza precisa:
Si apre il nuovo conto presso la banca scelta (oppure si usa un conto già esistente in un'altra banca).
Si firma la richiesta di portabilità presso la nuova banca. Nel modulo si indicano il conto di provenienza, cosa trasferire (saldo, servizi, o entrambi), se chiudere il vecchio conto e la data di efficacia, cioè il giorno da cui tutto deve funzionare sul nuovo conto. Se il conto è cointestato, firmano tutti gli intestatari.
La nuova banca chiede alla vecchia l'elenco di bonifici ricorrenti in entrata, ordini permanenti e addebiti diretti. Se mancano informazioni, può chiederle al cliente.
La nuova banca attiva i servizi sul nuovo conto e, se autorizzata, comunica il nuovo IBAN a chi paga o incassa in modo ricorrente.
Il saldo viene trasferito e, se richiesto, il vecchio conto viene chiuso.
Tutto deve concludersi entro 12 giorni lavorativi (sabati, domeniche e festivi esclusi). Il conteggio parte da quando la nuova banca riceve la richiesta completa di tutte le informazioni e i documenti necessari: un modulo incompleto fa slittare i tempi.
Durante il passaggio i pagamenti non si interrompono. La vecchia banca risponde delle operazioni fino al giorno prima della data di efficacia, la nuova da quella data in poi. Eventuali rapporti ancora aperti sul vecchio conto possono però ritardarne la chiusura, anche quando i servizi sono già stati trasferiti.
Esempio pratico
Marco firma la richiesta di portabilità lunedì 30 novembre 2026 e la nuova banca la riceve completa lo stesso giorno. Da lì si contano 12 giorni lavorativi, escludendo sabati, domeniche e festivi:
Settimana | Giorni lavorativi contati |
|---|---|
1-4 Dicembre | 4 (da martedì 1 a venerdì 4) |
7–11 dicembre | 4 (martedì 8, Immacolata, non conta) |
14–17 dicembre | 4 (da lunedì 14 a giovedì 17) |
La portabilità deve quindi essere completata entro giovedì 17 dicembre. Nel modulo Marco può scegliere come data di efficacia il 17 dicembre o un giorno successivo, ad esempio lunedì 21. Fino al 20 i pagamenti restano a carico della vecchia banca, dal 21 della nuova. Se il 17 dicembre i servizi non sono ancora attivi, scatta il diritto all’indennizzo.
Cosa si trasferisce e cosa no
La portabilità sposta il saldo e i servizi di pagamento ricorrenti. Tutto il resto va controllato e gestito a mano.
Cosa | Passa con la portabilità? | Cosa fare |
|---|---|---|
Saldo disponibile | Sì, se richiesto | Indicarlo nel modulo |
Bonifici ricorrenti in entrata (es. stipendio) | Sì | Verificare il primo accredito sul nuovo conto |
Ordini permanenti di bonifico (es. affitto) | Sì | Controllare importi e date |
Addebiti diretti (utenze, rate) | Sì, quasi tutti | Controllare il primo addebito |
Accrediti INPS, comprese le pensioni | No | Comunicare il nuovo IBAN all'INPS; i tempi possono essere più lunghi |
Telepass e alcune carte di credito | No | Aggiornare direttamente con il fornitore |
Carte di debito e prepagate | No | Richiedere le nuove carte e aggiornare gli abbonamenti collegati |
Mutui, prestiti, polizze, deposito titoli | No, restano dove sono | Spostare solo l'addebito della rata (vedi sotto) |
Assegni in circolazione e operazioni in corso | No | Lasciare fondi sul vecchio conto finché non sono chiusi |
La nuova banca è tenuta a segnalare quali servizi non possono essere trasferiti con la procedura.
Mutuo, prestiti e contratti collegati
Cambiare conto non estingue il mutuo né il prestito: restano con chi li ha concessi. Cambia solo il conto da cui viene addebitata la rata.
Nella stessa richiesta di portabilità si può autorizzare il finanziatore, che sia la vecchia banca o un'altra società, ad addebitare le rate future sul nuovo conto. Così non serve una pratica separata.
Attenzione però alle condizioni agevolate. Alcuni mutui e finanziamenti prevedono un tasso più basso se lo stipendio è accreditato presso la stessa banca o se si mantiene il conto lì. Prima di cambiare conviene rileggere il contratto: spostare il conto potrebbe far perdere lo sconto.
Come cambiare conto da soli
Chi preferisce fare da sé può seguire quest'ordine:
Aprire il nuovo conto e aspettare che IBAN e carta siano operativi.
Comunicare il nuovo IBAN al datore di lavoro, all'INPS e a chiunque accrediti somme in modo ricorrente.
Spostare le domiciliazioni delle utenze e ricreare i bonifici permanenti.
Aggiornare la carta su abbonamenti e servizi online.
Quando tutto funziona sul nuovo conto, trasferire il saldo e chiedere per iscritto la chiusura del vecchio.
Il vantaggio è il pieno controllo sui tempi. Lo svantaggio è che serve metodo: è facile dimenticare un abbonamento o una domiciliazione poco frequente, che poi fallisce al primo addebito. Inoltre, senza una richiesta formale, non si ha diritto all'indennizzo per i ritardi.
Prima di chiudere il vecchio conto
La fretta di chiudere è l'errore più comune. Conviene tenere aperto il vecchio conto almeno per un ciclo completo di pagamenti, di solito un mese, e spuntare questa lista:
Lo stipendio (e l'eventuale pensione) arriva sul nuovo conto
Utenze e rate sono state addebitate almeno una volta sul nuovo IBAN
Gli abbonamenti collegati alla vecchia carta sono aggiornati
Non ci sono pagamenti con carta o assegni ancora in sospeso
Non restano fidi, rate o spese da saldare
Il saldo residuo è stato trasferito
Un aiuto in più: si può chiedere alla vecchia banca di reindirizzare gratuitamente sul nuovo conto i bonifici che arrivano ancora sul vecchio IBAN, per 12 mesi dalla data del trasferimento. Vale sia se il vecchio conto viene chiuso sia se resta aperto. Se invece lo si tiene aperto senza usarlo, si continuano a pagare canone e spese.
Cosa fare se la banca ritarda
Se la nuova banca non rispetta i 12 giorni lavorativi, il cliente ha diritto a un indennizzo di 40 euro più una maggiorazione per ogni giorno di ritardo. La maggiorazione si calcola così:
tasso soglia antiusura massimo × saldo disponibile × giorni di ritardo ÷ 365
Il saldo è quello presente sul vecchio conto al momento della richiesta. Il tasso soglia è quello del trimestre in cui si è verificato il ritardo, pubblicato ogni tre mesi dal Ministero dell'Economia.
Esempio: con un tasso soglia del 25%, un saldo di 5.000 euro e 10 giorni di ritardo, la maggiorazione è 0,25 × 5.000 × 10 ÷ 365 = 34,25 euro. L'indennizzo totale è quindi 74,25 euro. (Il tasso è indicativo: va verificato quello in vigore.)
I passi da seguire:
Reclamo scritto alla vecchia e alla nuova banca, conservando copia della richiesta di portabilità e delle comunicazioni ricevute.
Se la risposta non arriva o non soddisfa, ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF) oppure al giudice civile.
In ogni caso si può inviare un esposto alla Banca d'Italia per segnalare comportamenti scorretti.
L'indennizzo non esclude il risarcimento di eventuali danni ulteriori causati dal ritardo, che si può chiedere all'ABF o al giudice.
L'analisi dell'esperto
Consiglio di usare la procedura formale anche quando i movimenti ricorrenti sono pochi. La richiesta firmata fissa una data certa: se i tempi non vengono rispettati, è da lì che si calcola l'indennizzo. Conservate copia del modulo e una prova della consegna.
L'errore che vedo più spesso riguarda le pensioni e i pagamenti INPS, che molti danno per trasferiti in automatico. Comunicate il nuovo IBAN all'INPS per tempo e non chiudete il vecchio conto finché il primo accredito non è arrivato sul nuovo.
Se la banca ritarda o si oppone senza motivo, il reclamo e poi il ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario sono le strade più rapide e meno costose.
FAQ
La portabilità è gratuita. Restano dovuti i costi ordinari del vecchio conto fino alla chiusura, come il canone maturato, e quelli del nuovo conto.
Con la portabilità la nuova banca deve completare il passaggio entro 12 giorni lavorativi da quando riceve la richiesta completa. È un termine di legge: se viene superato, si ha diritto a un indennizzo. Facendo da soli, i tempi dipendono da quanto rapidamente si aggiornano le domiciliazioni.
Se nel modulo si autorizza la nuova banca a comunicare il nuovo IBAN, ci pensa lei. Per sicurezza conviene comunque avvisare l'ufficio paghe, soprattutto se il passaggio cade a ridosso della busta paga.
Sì. Il mutuo resta con la banca che lo ha concesso e la rata si può spostare sul nuovo conto nella stessa richiesta di portabilità. Conviene però verificare nel contratto se il tasso agevolato dipende dal mantenimento del conto.
Si può chiedere di trasferire il saldo sul nuovo conto, anche senza chiudere quello vecchio. Se non lo si chiede, il denaro resta dov'è finché non si dispone un bonifico o si chiude il conto.
No. Gli accrediti INPS non rientrano nella portabilità: il nuovo IBAN va comunicato all'INPS, e i tempi possono essere più lunghi rispetto agli altri servizi.
Fonti utilizzate
Banca d'Italia, Economia per tutti: Cambiare conto con la portabilità
Banca d'Italia: La portabilità per i conti dei consumatori
Banca d'Italia: Il conto corrente in parole semplici
D.Lgs. 15 marzo 2017, n. 37, che recepisce la direttiva 2014/92/UE (Normattiva)
Ministero dell'Economia e delle Finanze: tassi soglia antiusura