Il codice IBAN è uno degli elementi fondamentali per utilizzare un conto corrente: serve a ricevere lo stipendio, effettuare bonifici, domiciliare le bollette e trasferire denaro tra conti bancari. Ogni IBAN identifica uno specifico conto di pagamento attraverso una sequenza standardizzata di lettere e numeri.
Sebbene venga utilizzato quotidianamente, non sempre è chiaro come sia composto, quali informazioni contenga e quali rischi comporti comunicarlo a terzi. Dal 9 ottobre 2025, inoltre, le banche dell'area dell'euro confrontano l'IBAN con il nome del beneficiario prima di eseguire un bonifico in euro, ordinario o istantaneo: un controllo che ha cambiato il modo in cui si verificano le coordinate.
In questa guida spieghiamo come è composto l'IBAN, dove trovarlo, come verificarne la correttezza, quali sono le differenze tra codici italiani ed esteri e come difendersi dalle truffe legate al cambio di IBAN.
In sintesi
Cos'è: l'IBAN è il codice internazionale che identifica un conto bancario o di pagamento.
Quanti caratteri contiene: un IBAN italiano è composto da 27 caratteri alfanumerici; negli altri Paesi la lunghezza varia da 15 a 34 caratteri.
A cosa serve: permette di ricevere e inviare bonifici, accreditare stipendi e pensioni e attivare addebiti diretti.
Dove si trova: nell'app bancaria, nell'home banking, negli estratti conto e nella documentazione contrattuale.
Come verificarlo: con il controllo delle cifre di controllo (MOD 97) e, prima di ogni bonifico in euro, con la verifica del beneficiario (VoP).
Cos'è il codice IBAN?
L'IBAN, acronimo di International Bank Account Number, è un codice alfanumerico standardizzato che identifica un conto bancario o un altro conto di pagamento, in Italia e all'estero.
La struttura dell'IBAN è definita dallo standard internazionale ISO 13616. Ogni Paese adotta un formato specifico, ma tutti gli IBAN condividono gli stessi elementi iniziali, che consentono ai sistemi di pagamento di riconoscere e controllare il codice.
In Italia l'IBAN integra le coordinate bancarie tradizionali, costituite da CIN, ABI, CAB e numero di conto, aggiungendo il codice del Paese e due cifre di controllo internazionali. La parte nazionale del codice prende il nome di BBAN (Basic Bank Account Number).
L'IBAN non è riservato ai conti correnti bancari. Può essere associato anche a conti di pagamento offerti da istituti autorizzati e a carte prepagate dotate di IBAN, comunemente chiamate carte conto.
Disporre di un IBAN, quindi, non significa necessariamente possedere un conto corrente bancario tradizionale: le funzionalità disponibili dipendono dal prodotto e dall'intermediario che lo offre.
Come è composto un IBAN italiano?
Un IBAN italiano è formato da 27 caratteri, suddivisi in sei elementi: codice del Paese, cifre di controllo internazionali, CIN nazionale, ABI, CAB e numero di conto.
Ecco l'IBAN di esempio per l'Italia riportato nel registro ufficiale dello standard (IBAN Registry di SWIFT). È un codice illustrativo e non va utilizzato per pagamenti:
IT 60 X 05428 11101 000000123456
Elemento | Caratteri | Esempio | Funzione |
|---|---|---|---|
Codice paese | 2 lettere | IT | Identifica il Paese, ad esempio IT per l'Italia |
Cifre di controllo | 2 numeri | 60 | Consentono di verificare la correttezza formale dell'intero IBAN |
CIN nazionale | 1 lettera | X | Carattere di controllo delle coordinate bancarie italiane |
ABI | 5 numeri | 05428 | Identifica la banca o l'intermediario secondo la codifica italiana |
CAB | 5 numeri | 11101 | Identifica lo sportello o l'unità associata al conto |
Numero di conto | 12 caratteri alfanumerici | 000000123456 | Individua il conto all'interno della banca |
La lunghezza complessiva è sempre di 27 caratteri, anche quando il numero di conto originario è più breve: in questi casi viene completato con zeri iniziali fino a raggiungere 12 caratteri, come nell'esempio.
Quante cifre ha un IBAN italiano?
L'espressione 27 cifre è molto diffusa, ma tecnicamente non è corretta. Un IBAN italiano contiene 27 caratteri alfanumerici, non 27 numeri.
Comprende infatti lettere obbligatorie, come la sigla IT e il CIN nazionale, e può includere lettere anche nella parte riservata al numero di conto.
Quando viene scritto su carta, l'IBAN è spesso suddiviso in gruppi di quattro caratteri per facilitarne la lettura (per esempio IT60 X054 2811 1010 0000 0123 456). Nei moduli di pagamento online, invece, si inserisce senza spazi.
Cosa significano i codici ABI, CAB e CIN?
Nel formato italiano dell'IBAN, questi tre elementi identificano le coordinate bancarie e ne consentono il controllo:
ABI: il codice ABI è un codice numerico di cinque cifre che identifica la banca o l'intermediario.
CAB: il codice CAB è un codice numerico di cinque cifre che identifica lo sportello o l'unità di riferimento del conto.
CIN: il CIN è una lettera di controllo calcolata sulle coordinate bancarie italiane, utile per individuare errori di trascrizione.
Il CIN nazionale è distinto dalle due cifre di controllo internazionali presenti all'inizio dell'IBAN, subito dopo la sigla del Paese.
A cosa serve il codice IBAN?
L'IBAN serve a identificare il conto sul quale deve essere accreditato un pagamento o dal quale può essere eseguito un addebito autorizzato.
Le principali operazioni che richiedono l'IBAN sono:
Bonifici bancari: per inviare denaro a un beneficiario o ricevere trasferimenti da altri conti.
Accredito di stipendio e pensione: per comunicare al datore di lavoro o all'ente previdenziale il conto sul quale ricevere gli importi.
Domiciliazione delle utenze: per attivare addebiti diretti SEPA relativi a bollette, abbonamenti e altri pagamenti ricorrenti.
Rimborsi e pagamenti commerciali: per ricevere restituzioni di denaro, pagamenti di fatture e compensi professionali.
Trasferimenti tra conti personali: per spostare denaro tra rapporti intestati alla stessa persona, anche presso banche differenti.
L'IBAN è quindi uno strumento essenziale per la gestione dei movimenti bancari, ma non sostituisce l'autorizzazione necessaria per disporre pagamenti.
Per approfondire le operazioni disponibili e le relative modalità di utilizzo, è possibile consultare la nostra guida su come funziona un conto corrente.
Come funziona un trasferimento di denaro tramite IBAN?
Quando si effettua un bonifico, l'IBAN identifica il conto del beneficiario e consente agli intermediari coinvolti di instradare il pagamento.
Il procedimento prevede cinque passaggi:
Inserimento delle coordinate: chi dispone il bonifico indica l'IBAN del destinatario, il nominativo, l'importo e la causale.
Controllo dei dati: la banca verifica la correttezza formale dell'IBAN e, per i bonifici in euro, esegue la verifica della corrispondenza tra IBAN e nome del beneficiario.
Autorizzazione: il cliente conferma l'operazione con le modalità di autenticazione previste dalla banca.
Elaborazione del trasferimento: gli intermediari coinvolti gestiscono il pagamento attraverso i circuiti e i sistemi di regolamento applicabili.
Accredito: l'importo viene reso disponibile sul conto del destinatario nei tempi previsti per la tipologia di bonifico.
Un bonifico SEPA ordinario in euro viene accreditato entro la giornata lavorativa successiva a quella in cui la banca riceve l'ordine, nel rispetto dell'orario limite (cut-off) fissato dalla banca. Un bonifico SEPA istantaneo trasferisce i fondi entro dieci secondi, in qualsiasi giorno e orario.
Dal 9 gennaio 2025, nell'area dell'euro, il bonifico istantaneo non può costare più del bonifico ordinario corrispondente (Regolamento UE 2024/886).
È importante distinguere il codice IBAN dal servizio di pagamento: l'IBAN identifica il conto, ma non determina da solo la velocità, il costo o l'esito del trasferimento.
Dove trovare il proprio codice IBAN?
Il modo più semplice per recuperare il proprio IBAN è accedere all'app bancaria o all'home banking e consultare la sezione dedicata alle coordinate del conto.
In alternativa, il codice è riportato in diversi documenti e strumenti:
Dove cercare | Come recuperare l'IBAN |
|---|---|
App bancaria | Aprire il conto e selezionare la voce IBAN, coordinate o dettagli |
Home banking | Consultare la scheda informativa del conto |
Estratto conto | Cercare le coordinate bancarie nell'intestazione o nel riepilogo |
Contratto di apertura | Verificare la documentazione consegnata dall'intermediario |
Assistenza bancaria | Richiedere le coordinate attraverso un canale ufficiale |
Chi ha appena aperto un conto trova le coordinate nella documentazione iniziale o nell'area personale messa a disposizione dalla banca. Per conoscere anche i passaggi necessari all'attivazione di un nuovo rapporto, rimandiamo alla guida su come aprire un conto corrente.
Come verificare se un IBAN è corretto?
Per verificare un IBAN bisogna distinguere tre controlli:
Lunghezza e struttura: un IBAN italiano deve contenere 27 caratteri e iniziare con IT. Ogni Paese prevede una lunghezza e una struttura specifiche.
Cifre di controllo: l'algoritmo internazionale MOD 97 individua la grande maggioranza degli errori di digitazione. Un IBAN che supera il controllo è formalmente valido, ma non necessariamente associato a un conto esistente.
Corrispondenza del beneficiario: per i bonifici in euro, la banca confronta il nome del destinatario con l'intestatario del conto prima dell'autorizzazione (Verification of Payee).
Come funziona il controllo MOD 97
Le due cifre di controllo internazionali vengono verificate con un calcolo in tre passaggi:
Si rimuovono gli spazi e si spostano i primi quattro caratteri (nell'esempio, IT60) in fondo al codice.
Si sostituisce ogni lettera con un numero di due cifre: A = 10, B = 11 e così via fino a Z = 35 (nell'esempio, I = 18, T = 29, X = 33).
Si divide il numero ottenuto per 97: se il resto è 1, l'IBAN è formalmente valido.
È lo stesso controllo che eseguono automaticamente le app bancarie e i servizi di verifica IBAN disponibili online.
Attenzione: nessun controllo matematico può confermare che il conto sia attivo o che appartenga alla persona alla quale si intende inviare denaro.
Verifica del beneficiario (VoP): come funziona
La verifica del beneficiario (Verification of Payee, VoP) è il controllo che la banca del pagatore esegue prima di autorizzare un bonifico in euro: confronta il nome del destinatario inserito con l'intestatario del conto associato all'IBAN.
La VoP è obbligatoria dal 9 ottobre 2025 per i prestatori di servizi di pagamento dell'area dell'euro, sia sui bonifici SEPA ordinari sia su quelli istantanei. Negli Stati membri dell'Unione europea che non adottano l'euro, l'obbligo si applica dal 9 luglio 2027.
Prima della conferma, la banca comunica uno dei quattro esiti previsti:
Esito | Cosa significa | Come procedere |
|---|---|---|
Corrispondenza | Il nome indicato coincide con l'intestatario del conto | Si può procedere |
Corrispondenza parziale | Il nome è simile ma non identico, per esempio per un refuso o un nome abbreviato | La banca mostra il nome effettivo dell'intestatario: controllarlo prima di confermare |
Nessuna corrispondenza | Il nome non corrisponde all'intestatario del conto | Fermarsi e verificare le coordinate con il beneficiario tramite un canale affidabile |
Verifica non possibile | Il controllo non può essere eseguito, per esempio per un problema tecnico | Procedere solo se si è certi delle coordinate |
Il servizio è gratuito per il pagatore e riduce il rischio di errori e frodi. Anche dopo un avviso di mancata corrispondenza il cliente può scegliere di eseguire il bonifico, ma in quel caso la banca non risponde dell'accredito a un destinatario diverso da quello voluto.
Truffe sul cambio IBAN: come riconoscerle
Una delle frodi più diffuse legate all'IBAN è la cosiddetta truffa del cambio IBAN. Il truffatore si inserisce in una comunicazione reale, tra cliente e fornitore, tra inquilino e proprietario o tra azienda e dipendente, e comunica nuove coordinate bancarie su cui effettuare il pagamento.
Gli scenari più frequenti sono:
Fatture con IBAN modificato: un'email in apparenza inviata dal fornitore annuncia un cambio di banca e chiede di pagare la fattura su un nuovo conto.
Richieste di cambio dell'IBAN per lo stipendio: un falso dipendente scrive all'ufficio del personale per far accreditare lo stipendio su un altro conto.
Caparre, affitti e vendite online: viene chiesto un anticipo su un IBAN, spesso estero, prima di qualsiasi verifica del bene o dell'immobile.
Falsi operatori bancari: SMS o telefonate invitano a spostare i risparmi su un «conto sicuro» con un IBAN fornito dal truffatore.
Per difendersi:
Verificare ogni cambio di coordinate con un canale diverso da quello della richiesta, per esempio telefonando a un numero già noto e non a quello indicato nel messaggio.
Considerare un esito «nessuna corrispondenza» su un beneficiario abituale come un segnale d'allarme.
Diffidare delle richieste urgenti o riservate e degli IBAN intestati a soggetti diversi dal beneficiario atteso.
Ricordare che la banca non chiede mai di trasferire denaro su un altro conto per «metterlo al sicuro».
La verifica del beneficiario non elimina del tutto il rischio: se il truffatore indica correttamente il nome dell'intestatario del conto che controlla, il controllo darà esito positivo. Se si sospetta di aver pagato un truffatore, occorre contattare subito la propria banca per tentare il richiamo del bonifico e presentare denuncia alle autorità.
L'analisi dell'esperto
Pagare un IBAN falso può non bastare a chiudere il debito. Se paghi un truffatore al posto del tuo fornitore, il debito si estingue solo se dimostri di aver pagato in buona fede chi sembrava davvero il creditore (art. 1189 c.c.). I giudici valutano caso per caso: contano di chi era la casella email violata e quanta attenzione hanno usato entrambe le parti. Per questo una verifica in più prima di pagare tutela anche in un eventuale contenzioso.
IBAN italiano e IBAN estero: quali sono le differenze?
La differenza tra un IBAN italiano e uno estero riguarda il codice iniziale del Paese, la lunghezza complessiva e la struttura delle coordinate nazionali.
Ogni IBAN inizia con due lettere che identificano il Paese, seguite da due cifre di controllo. Le informazioni successive variano in base al sistema bancario nazionale.
Ecco alcuni esempi:
Paese | Sigla iniziale | Lunghezza IBAN |
|---|---|---|
Italia | IT | 27 caratteri |
San Marino | SM | 27 caratteri |
Città del Vaticano | VA | 22 caratteri |
Germania | DE | 22 caratteri |
Francia | FR | 27 caratteri |
Spagna | ES | 24 caratteri |
Belgio | BE | 16 caratteri |
Paesi Bassi | NL | 18 caratteri |
Irlanda | IE | 22 caratteri |
Lussemburgo | LU | 20 caratteri |
Lituania | LT | 20 caratteri |
Regno Unito | GB | 22 caratteri |
Svizzera | CH | 21 caratteri |
Un IBAN estero non è meno sicuro di uno italiano. La differenza riguarda il Paese in cui è registrato il conto e il quadro normativo e operativo applicabile all'intermediario.
Molte banche online e fintech attive in Italia hanno rilasciato, o rilasciano tuttora, IBAN di altri Paesi (per esempio LT, IE, DE, LU o BE), in base alla sede dell'intermediario. Diverse offrono oggi anche un IBAN italiano.
Si può avere un IBAN estero vivendo in Italia?
Sì. Chi vive in Italia può usare un conto con IBAN estero, a patto di rispettare gli obblighi fiscali. Se l’intermediario estero non applica le imposte italiane, il conto va di norma indicato nel quadro RW della dichiarazione dei redditi e può essere dovuta l’IVAFE, in base al tipo di rapporto, alle giacenze e alle soglie previste. Conviene verificare il proprio caso prima della dichiarazione dei redditi.
Per bonifici e addebiti diretti SEPA in euro, il Regolamento (UE) n. 260/2012 vieta di rifiutare un IBAN solo perché non è italiano: è la cosiddetta discriminazione dell’IBAN. Chi la subisce può segnalarla alla Banca d’Italia e all’AGCM.
IBAN e pagamenti SEPA: quale relazione esiste?
L’area SEPA (Single Euro Payments Area) è lo spazio unico dei pagamenti in euro, e l’IBAN è il codice che identifica il conto nei bonifici e negli addebiti diretti SEPA. Ne fanno parte tutti i Paesi dell’Unione europea e altri Stati, tra cui Regno Unito (anche dopo la Brexit), Svizzera, Norvegia, San Marino e Città del Vaticano.
L’area SEPA non coincide con l’eurozona: comprende anche Paesi che non usano l’euro come valuta. Per i bonifici verso Regno Unito e Svizzera la banca può chiedere anche il BIC e l’indirizzo del beneficiario.
Qual è la differenza tra IBAN, BIC e SWIFT?
IBAN e BIC sono due codici bancari con funzioni differenti.
L'IBAN identifica uno specifico conto di pagamento. Il BIC (Business Identifier Code) identifica invece un'organizzazione, di solito una banca o un altro intermediario finanziario, all'interno dei sistemi di comunicazione e pagamento.
Il termine SWIFT viene comunemente usato per indicare il codice BIC perché SWIFT è l'organizzazione che gestisce il sistema di identificazione e comunicazione bancaria associato a questi codici.
Caratteristica | IBAN | BIC/SWIFT |
|---|---|---|
Cosa identifica | Un conto di pagamento | Una banca o altra organizzazione |
Lunghezza | Variabile per Paese, massimo 34 caratteri | 8 o 11 caratteri |
Utilizzo principale | Identificazione del conto destinatario | Identificazione dell'intermediario |
Bonifici SEPA | Necessario | Non richiesto, salvo verso Paesi SEPA extra-SEE (es. Regno Unito, Svizzera) |
Bonifici extra-SEPA | Dipende dal Paese destinatario | Generalmente richiesto |
Per i bonifici SEPA all'interno dello Spazio economico europeo non serve comunicare il BIC: l'IBAN è sufficiente a identificare il conto destinatario.
Nei trasferimenti internazionali extra-SEPA, invece, possono essere richiesti anche il BIC/SWIFT e ulteriori coordinate, in base al Paese, alla valuta e agli intermediari coinvolti.
Conclusioni
L'IBAN è il codice che identifica un conto bancario o di pagamento ed è uno degli strumenti fondamentali per trasferire denaro in Italia e all'estero. La sua struttura standardizzata consente di riconoscere le coordinate bancarie e di individuare la maggior parte degli errori di compilazione.
Per utilizzarlo correttamente è importante ricordare che un IBAN formalmente valido non garantisce l'esistenza del conto e che la comunicazione del codice non equivale a un'autorizzazione di pagamento.
La verifica del beneficiario ha rafforzato la sicurezza dei bonifici, ma non sostituisce l'attenzione del cliente: controllare le coordinate prima di autorizzare un trasferimento, e verificare con un canale diverso ogni richiesta di cambio IBAN, rimane la precauzione più efficace.
FAQ
Se l’IBAN è formalmente errato, il bonifico viene rifiutato. Se invece il codice è valido ma appartiene a un altro conto, il denaro può essere accreditato al destinatario sbagliato. Con la verifica del beneficiario questo errore è più raro, perché la banca segnala la mancata corrispondenza tra nome e IBAN prima della conferma. Se il bonifico è già partito, bisogna contattare subito la banca per richiedere il recupero delle somme, che non è garantito.
Sì. In Italia non esiste la portabilità dell’IBAN: aprendo un conto presso un’altra banca si riceve un nuovo codice. L’IBAN può cambiare anche restando nella stessa banca, per esempio dopo una fusione o un trasferimento di filiale. Il servizio gratuito di trasferimento del conto sposta però sul nuovo conto bonifici ricorrenti, accrediti e addebiti diretti.
Sì. Conoscere un IBAN non permette di accedere al conto né di disporre bonifici in uscita. Conviene comunque condividerlo solo quando serve e controllare i movimenti, per accorgersi subito di eventuali addebiti non autorizzati.
No. L’IBAN non contiene il nome dell’intestatario. La banca lo mostra solo a chi sta facendo un bonifico verso quel conto, quando la verifica del beneficiario dà una corrispondenza parziale.
Negli IBAN italiani, il codice ABI di cinque cifre (dal sesto al decimo carattere) identifica la banca o l’intermediario. È possibile consultare gli elenchi dei codici ABI, tenendo conto che fusioni e riorganizzazioni possono modificare le informazioni associate alle coordinate.
Sì. Anche i conti di pagamento e alcune carte prepagate dispongono di un IBAN, senza essere conti correnti bancari tradizionali. Le operazioni consentite dipendono dalle caratteristiche del servizio e dall’intermediario che lo offre.
Un IBAN virtuale (vIBAN) è un codice associato a un conto principale, che consente di ricevere pagamenti senza aprire un nuovo conto bancario. Le somme vengono indirizzate al conto collegato, facilitando l'identificazione e la gestione degli incassi. È utilizzato soprattutto dalle aziende per assegnare coordinate diverse ai clienti e riconciliare automaticamente i pagamenti. Le funzionalità disponibili dipendono dall'intermediario che offre il servizio.
Fonti e riferimenti normativi
Banca d'Italia — L'economia per tutti — Informazioni su IBAN, bonifici e strumenti di pagamento.
Banca d'Italia — FAQ SEPA — Bonifici, addebiti diretti e funzionamento dei pagamenti SEPA.
Regolamento (UE) 2024/886 — Bonifici istantanei e verifica del beneficiario.
Regolamento (UE) n. 260/2012 — Requisiti per bonifici e addebiti diretti in euro e divieto di discriminazione dell'IBAN.
European Payments Council — SEPA — Paesi aderenti e funzionamento dell'area unica dei pagamenti in euro.
European Payments Council — Verification Of Payee — Funzionamento ed esiti della verifica del beneficiario.
Swift — IBAN Registry — Formati e lunghezze ufficiali dell'IBAN per ciascun Paese.
Banca Centrale Europea — Instant Payments Regulation — Scadenze per verifica del beneficiario e parità di costo dei bonifici istantanei.
Arbitro Bancario Finanziario — Requisiti e modalità di ricorso.