La differenza tra conto deposito e conto corrente riguarda l'uso del denaro: il conto deposito serve a conservare i risparmi e farli rendere; il conto corrente serve a ricevere lo stipendio, pagare e gestire le spese quotidiane.
Cambiano anche le operazioni disponibili, i tempi per accedere ai soldi, gli interessi e il modo in cui si calcola l'imposta di bollo. I conti deposito possono essere liberi oppure vincolati per un periodo prestabilito, e alcuni conti correnti remunerano il saldo.
I due strumenti non sono alternativi: si possono usare insieme per separare il denaro messo da parte da quello destinato alle spese.
In breve
Funzione: il conto deposito serve ad accantonare risparmi; il conto corrente a incassare e pagare.
Operazioni: il conto deposito non ha carte, bonifici verso terzi né domiciliazioni, che restano sul conto corrente.
Interessi: il conto deposito remunera il capitale; il conto corrente di solito no, salvo i conti remunerati.
Disponibilità: dal conto deposito il denaro va prima trasferito sul conto di appoggio, e se è vincolato resta bloccato fino alla scadenza; sul conto corrente è subito spendibile.
Imposta di bollo: 0,20% del saldo sul conto deposito, dal primo euro; 34,20 € fissi sul conto corrente sopra i 5.000 € di giacenza media.
Uso combinato: tenere separati risparmi e spese rende più ordinata la gestione della liquidità.
Conto deposito vs conto corrente: tutte le differenze
Il conto deposito è fatto per tenere il denaro fermo e farlo rendere, il conto corrente per movimentarlo spesso. La tabella riassume le differenze principali per un cliente privato.
Caratteristica | Conto deposito | Conto corrente |
|---|---|---|
Funzione principale | Accantonamento e remunerazione dei risparmi | Incassi e pagamenti |
Interessi | Sì, con tasso diverso per somme libere e vincolate | Di solito assenti; previsti nei conti remunerati |
Disponibilità del denaro | Dopo il trasferimento sul conto di appoggio; alla scadenza se vincolato | Immediata |
Conto di appoggio | Necessario per versare e prelevare | Non serve |
Accredito stipendio e pensione | No | Sì |
Bonifici | Solo verso il conto di appoggio | Da e verso qualsiasi conto |
Carte di pagamento | No | Sì |
Domiciliazioni (utenze, rate) | No | Sì |
Fido e scoperto | No | Possibili, se concessi dalla banca |
Costi di gestione | Di solito nessun canone | Canone e commissioni variabili, anche zero |
Imposta di bollo (persone fisiche) | 0,20% annuo del saldo, dal primo euro | 34,20 € l'anno se la giacenza media supera 5.000 € |
Tassazione degli interessi | 26% | 26% |
Tutela dei depositi | Fino a 100.000 € per depositante e per banca, cumulata con il conto corrente nella stessa banca | Fino a 100.000 € per depositante e per banca |
Le condizioni effettive dipendono dal contratto: verifica sempre il foglio informativo del singolo prodotto.
La differenza decisiva è quindi la possibilità di spendere direttamente il denaro. Sul conto deposito resta accantonato e, per spenderlo, va prima riportato sul conto corrente, dove invece lo si usa subito per pagare.
Per approfondire i singoli strumenti, consulta le guide su come funziona un conto deposito e come funziona un conto corrente.
Quanto cambia in euro: la stessa somma sui due conti
Con 10.000 € fermi per un anno, un conto deposito al 3% lordo rende circa 202 € netti, mentre sul conto corrente non remunerato si pagano 34,20 € di bollo. La differenza tra i due conti è di circa 236 €.
10.000 € per 12 mesi | Conto deposito vincolato al 3% lordo | Conto corrente non remunerato |
|---|---|---|
Interessi lordi | 300 € | 0 € |
Ritenuta del 26% | −78 € | – |
Imposta di bollo | −20 € | −34,20 € |
Risultato netto | +202 € | −34,20 € |
Il tasso del 3% è un'ipotesi di calcolo, non un'offerta: per i tassi in vigore consulta la sezione conti deposito.
Il bollo pesa in modo diverso secondo la somma
Sul conto deposito il bollo è proporzionale e si calcola sul saldo alla data dell'estratto conto, senza soglia di esenzione. Sul conto corrente è fisso e scatta solo sopra i 5.000 € di giacenza media. Le due imposte si equivalgono a 17.100 €: sotto questa cifra il bollo del deposito è più basso, sopra è più alto.
Somma | Bollo conto deposito | Bollo conto corrente |
|---|---|---|
3.000 € | 6 € | 0 € |
10.000 € | 20 € | 34,20 € |
17.100 € | 34,20 € | 34,20 € |
30.000 € | 60 € | 34,20 € |
50.000 € | 100 € | 34,20 € |
Il bollo più alto del deposito sulle somme grandi non cambia il confronto: a 50.000 €, un rendimento netto anche dell'1,5% vale 750 € contro 66 € di bollo in più. Alcune banche, inoltre, si fanno carico del bollo sul conto deposito per promozione.
Per simulare il rendimento con altri importi e durate, usa la guida al calcolo degli interessi del conto deposito.
Si può usare un conto deposito al posto del conto corrente?
No: un conto deposito non sostituisce il conto corrente, perché non offre i servizi per gestire i pagamenti. Non ha carte, non permette di domiciliare utenze né di fare bonifici verso terzi: consente solo versamenti e prelievi da e verso il conto di appoggio.
Il conto di appoggio è un conto corrente intestato o cointestato al titolare del deposito. Può trovarsi nella stessa banca o in un'altra, se il contratto lo prevede.
Anche i tempi contano. Per spendere il denaro del deposito bisogna prima trasferirlo sul conto corrente, con un'operazione che può richiedere da poche ore a uno o due giorni lavorativi. Se le somme sono vincolate, il prelievo prima della scadenza può non essere ammesso, oppure comportare la perdita di parte degli interessi.
Per questo, quando si mettono da parte soldi per gli imprevisti, va ricordato che denaro svincolabile non significa denaro immediatamente spendibile.
Conto deposito o conto corrente remunerato: cosa cambia?
Il conto deposito non è l'unico conto che paga interessi. I conti correnti remunerati riconoscono un rendimento sul saldo e mantengono tutte le funzioni di pagamento. La differenza sta nelle condizioni del rendimento e nell'accesso alle somme.
Aspetto | Conto deposito | Conto corrente remunerato |
|---|---|---|
Interessi | Sulle somme depositate | Sul saldo, spesso entro un tetto massimo |
Durata del tasso | Fissa per tutto il vincolo, oppure variabile sulle somme libere | Spesso promozionale, per alcuni mesi |
Disponibilità | Dopo il trasferimento; alla scadenza se vincolato | Immediata |
Pagamenti quotidiani | No | Sì |
Requisiti | Importo minimo e condizioni di svincolo | Spesso accredito dello stipendio o saldo minimo |
Un deposito vincolato blocca un tasso per tutta la durata concordata, ma limita la possibilità di riavere i soldi prima della scadenza.
Un conto corrente remunerato, invece, è utile per chi vuole tenere i soldi disponibili senza rinunciare del tutto agli interessi. Il tasso promozionale, però, dura spesso pochi mesi o vale solo fino a un certo saldo.
Nessuno dei due è sempre più conveniente: vanno confrontati rendimento netto, durata delle condizioni, costi e disponibilità del capitale. Per approfondire, consulta la guida quando conviene aprire un conto deposito.
Conto deposito e conto corrente insieme: come gestire la liquidità
Usati insieme, conto deposito e conto corrente permettono di dare a ogni somma una funzione precisa, invece di tenere tutta la liquidità come se dovesse servire subito. Un'organizzazione semplice prevede tre parti.
Liquidità per le spese ordinarie, sul conto corrente. Affitto o mutuo, utenze, acquisti e impegni già programmati: è il denaro da usare spesso e senza attese.
Risparmi da tenere accessibili, su un deposito libero. Le somme per imprevisti o spese future, da recuperare in pochi giorni senza perdere interessi.
Capitale che non serve nel breve periodo, su un deposito vincolato. Le somme che non userai per un periodo definito, dopo aver verificato durata e condizioni di svincolo.
Se i due conti sono nella stessa banca, ricorda che la garanzia dei depositi copre fino a 100.000 € in totale per depositante: il limite vale per la somma dei saldi, non per ciascun conto.
Un esempio pratico
Prendiamo una persona con 25.000 € di risparmi, uno stipendio regolare e circa 2.000 € di spese al mese. Una possibile ripartizione:
Dove | Importo | A cosa serve |
|---|---|---|
Conto corrente | 3.000 € | Spese del mese e un margine per le uscite programmate |
Conto deposito libero | 9.000 € | Fondo per gli imprevisti, pari a circa 4–5 mesi di spese |
Conto deposito vincolato a 12 mesi | 13.000 € | Somme che non serviranno nell'anno |
Sul conto corrente, con una giacenza media sotto i 5.000 €, non si paga il bollo; sui depositi si pagano circa 44 € (0,20% di 22.000 €), ampiamente coperti dagli interessi.
Le cifre sono indicative: la ripartizione giusta dipende da stabilità del reddito, spese previste e rapidità con cui potrebbe servire il denaro. Un lavoratore autonomo con entrate irregolari, per esempio, avrà bisogno di un fondo imprevisti più ampio.
L'analisi dell'esperto
L'errore più comune non è scegliere il conto sbagliato, ma vincolare tutti i risparmi con un'unica scadenza. È meglio costruire una “scala”: chi ha 12.000 € da vincolare può dividerli in tre parti da 4.000 €, a 3, 6 e 12 mesi. Così ogni pochi mesi una parte torna disponibile e si può reinvestire alle condizioni del momento. Si rinuncia a qualche decimale di rendimento, ma si evita lo svincolo anticipato, che su molti depositi ricalcola gli interessi al tasso, più basso, delle somme libere.
Prima di aprire un deposito, poi, guarda il tasso che si applica alla fine della promozione o al rinnovo automatico del vincolo: è quello che la banca pagherà davvero dal secondo anno.
Quale scegliere in base alle proprie esigenze?
La scelta dipende da cosa deve fare il denaro e da quando potrebbe servire. Il rendimento conta, ma va sempre letto insieme alla disponibilità del capitale.
Esigenza | Strumento | Perché |
|---|---|---|
Far rendere una somma per un periodo definito | Conto deposito vincolato | Offre in genere il tasso più alto, legato alla durata |
Accantonare risparmi accessibili | Conto deposito libero | Rende senza vincoli di durata |
Avere interessi senza rinunciare ai pagamenti | Conto corrente remunerato | Unisce rendimento e operatività |
Ricevere lo stipendio e pagare | Conto corrente | È l'unico con piena operatività bancaria |
Pagare bollette e rate in automatico | Conto corrente | Permette domiciliazioni e addebiti diretti |
Separare risparmi e spese | Entrambi | Ogni conto ha la sua funzione |
Il conto deposito serve a far rendere le somme che non servono all'operatività quotidiana, e affianca il conto corrente, che resta lo strumento di riferimento per entrate e pagamenti.
Per confrontare le offerte disponibili, consulta le sezioni dedicate ai conti deposito e ai conti correnti.
FAQ
Molti conti deposito hanno un IBAN, ma serve solo per i movimenti con il conto di appoggio. Non si può usare per ricevere lo stipendio o bonifici da altre persone, né per domiciliare pagamenti.
Sì. Nella dichiarazione per l'ISEE vanno indicati sia i conti correnti sia i conti deposito, con saldo al 31 dicembre e giacenza media annua. Spostare i risparmi dal conto corrente al deposito non cambia quindi il patrimonio dichiarato.
Fonti consultate
Banca d'Italia – Il conto di deposito. Caratteristiche dei depositi, operazioni consentite e differenze rispetto al conto corrente.
Banca d'Italia – Il conto corrente in parole semplici. Funzionamento del conto corrente e servizi di pagamento.
Agenzia delle Entrate – Circolare n. 15/E del 10 maggio 2013, comunicato stampa. Imposta di bollo fissa sui conti correnti e proporzionale sui depositi distinti dal conto corrente.
Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi – Domande frequenti. Depositi ammissibili e limite di copertura per depositante e per banca.