Il rendimento di un conto deposito dipende da tre elementi: la somma depositata, il tasso di interesse riconosciuto dalla banca e il periodo in cui il capitale resta remunerato. Per conoscere il guadagno effettivo, però, il tasso pubblicizzato non basta: bisogna togliere le tasse sugli interessi e l'eventuale imposta di bollo.
Per esempio, 10.000 euro depositati per 12 mesi al 3,5% lordo generano 350 euro di interessi, che diventano 259 euro dopo la ritenuta del 26% e 239 euro se il bollo di 20 euro è a carico del cliente. Vediamo come fare il calcolo, con formule, esempi e un calcolatore.
In sintesi
Interessi lordi: capitale × tasso annuo lordo × durata in anni.
Tassazione: sugli interessi si applica una ritenuta del 26%, trattenuta direttamente dalla banca italiana.
Imposta di bollo: 0,20% annuo sulle somme depositate, calcolato in proporzione al periodo. Alcune banche lo pagano al posto del cliente.
Rendimento netto: è il guadagno dopo tasse e costi. Per confrontare durate diverse va riportato su base annua.
Calcolatore interessi conto deposito
Inserisci capitale, tasso e durata: il calcolo applica la ritenuta del 26% e, se a tuo carico, l'imposta di bollo dello 0,20% annuo.
Guadagno netto stimato
239,00 €
Rendimento netto sul periodo: 2,39%
Simulazione indicativa con tasso fisso, interesse semplice e capitale costante, senza altri costi. Il bollo è calcolato in proporzione alla durata. Il rendimento effettivo dipende dalle condizioni del singolo conto deposito: verifica sempre il foglio informativo.
Come si calcolano gli interessi di un conto deposito
Con capitale costante, tasso fisso e senza capitalizzazione si usa la formula dell'interesse semplice:
Interessi lordi = Capitale × Tasso annuo lordo × Durata in anni
Il tasso va scritto in forma decimale: il 3% corrisponde a 0,03. Le variabili sono:
Capitale: la somma su cui maturano gli interessi.
Tasso annuo lordo: la remunerazione riconosciuta dalla banca prima delle imposte, di solito indicata come TAN.
Durata: il periodo di maturazione, in anni o frazioni di anno.
Esempio di calcolo degli interessi lordi
Supponiamo di depositare 10.000 euro al 3,5% annuo lordo per 12 mesi:
10.000 × 0,035 × 1 = 350 euro
Con lo stesso tasso ma per sei mesi, la durata diventa mezzo anno:
10.000 × 0,035 × 0,5 = 175 euro
Come calcolare gli interessi per un numero preciso di giorni
Quando la durata è in giorni, la formula diventa:
Interessi lordi = Capitale × Tasso annuo lordo × (Giorni / 365)
Su 10.000 euro al 3% lordo per 90 giorni:
10.000 × 0,03 × (90 / 365) = 73,97 euro
Alcuni contratti usano però un anno convenzionale di 360 giorni. Con la stessa somma, lo stesso tasso e la stessa durata, il risultato sale a 75 euro (10.000 × 0,03 × 90 / 360). La differenza è piccola, ma spiega perché il calcolo della banca può non coincidere al centesimo con il tuo: la convenzione usata è indicata nel foglio informativo.
Come calcolare il rendimento netto di un conto deposito
Il rendimento netto è quello che resta degli interessi dopo imposte e costi. Per un conto deposito presso una banca italiana le voci da considerare sono due: la ritenuta fiscale e l'imposta di bollo.
Ritenuta fiscale del 26% sugli interessi
Gli interessi dei conti deposito sono tassati al 26%. La banca italiana agisce come sostituto d'imposta: trattiene la tassa e accredita gli interessi già netti.
Interessi dopo la ritenuta = Interessi lordi × 0,74
Su 350 euro di interessi lordi la ritenuta è di 91 euro (350 × 0,26) e restano 259 euro. L'aliquota si applica solo agli interessi, non al capitale depositato.
Imposta di bollo dello 0,20%
Sui conti deposito si paga un'imposta di bollo dello 0,20% annuo (il 2 per mille) sulle somme depositate. Su 10.000 euro per un anno corrisponde a:
10.000 × 0,002 = 20 euro
Il bollo si calcola in proporzione al periodo coperto dall'estratto conto: su un deposito di sei mesi si paga lo 0,20% solo per quel semestre, quindi 10 euro su 10.000. Ci sono due eccezioni da conoscere:
Bollo a carico della banca: alcune banche lo pagano come condizione promozionale. In quel caso non riduce il tuo guadagno.
Deposito collegato al conto corrente: se il deposito serve solo a fornire liquidità a un conto corrente (come alcuni "salvadanai" integrati nel conto), si applica il bollo fisso di 34,20 euro annui al posto dello 0,20%.
Per i depositi presso banche estere senza sostituto d'imposta in Italia, al posto del bollo si paga l'IVAFE e gli interessi vanno indicati nella dichiarazione dei redditi.
Formula del rendimento netto
Guadagno netto = Interessi lordi − Ritenuta fiscale − Bollo a carico del cliente − Altri costi
Rendimento netto sul periodo (%) = (Guadagno netto / Capitale iniziale) × 100
Per un deposito di 12 mesi con bollo a carico del cliente esiste anche una scorciatoia:
Tasso netto annuo (%) = Tasso lordo annuo (%) × 0,74 − 0,20
Con un tasso lordo del 3,5%: 3,5 × 0,74 − 0,20 = 2,39%. È utile per una prima stima, ma il calcolo preciso va fatto sulle condizioni del singolo conto.
Esempi pratici di calcolo
Tutti gli esempi di questa sezione usano le stesse ipotesi: tasso fisso, interesse semplice, capitale costante, ritenuta del 26%, bollo dello 0,20% annuo a carico del cliente calcolato in proporzione alla durata, nessun altro costo. Sotto ogni tabella è indicato solo ciò che cambia.
Quanto rendono 10.000 euro al 3,5%?
Deposito di 10.000 euro al 3,5% lordo per 12 mesi:
Voce | Importo |
|---|---|
Capitale depositato | 10.000 € |
Interessi lordi | 350 € |
Ritenuta fiscale del 26% | −91 € |
Interessi dopo la ritenuta | 259 € |
Imposta di bollo | −20 € |
Guadagno netto | 239 € |
Rendimento netto sul capitale | 2,39% |
Se il bollo fosse a carico della banca, il guadagno salirebbe a 259 euro, pari al 2,59%. Ecco perché due conti deposito con lo stesso tasso lordo possono rendere cifre diverse.
Calcolo degli interessi per 3, 6, 12 e 24 mesi
Capitale di 10.000 euro al 3% lordo:
Durata | Interessi lordi | Dopo la ritenuta | Bollo | Guadagno netto |
|---|---|---|---|---|
3 mesi | 75 € | 55,50 € | 5 € | 50,50 € |
6 mesi | 150 € | 111 € | 10 € | 101 € |
12 mesi | 300 € | 222 € | 20 € | 202 € |
24 mesi | 600 € | 444 € | 40 € | 404 € |
Il guadagno complessivo cresce con la durata, ma questo non significa che un vincolo di 24 mesi renda di più su base annua di uno di 12: per confrontarli bisogna annualizzare il rendimento, come vediamo più avanti.
Quanto rendono 5.000, 10.000, 20.000 e 50.000 euro?
Tasso del 3% lordo per 12 mesi:
Capitale | Interessi lordi | Ritenuta 26% | Bollo | Guadagno netto |
|---|---|---|---|---|
5.000 € | 150 € | 39 € | 10 € | 101 € |
10.000 € | 300 € | 78 € | 20 € | 202 € |
20.000 € | 600 € | 156 € | 40 € | 404 € |
50.000 € | 1.500 € | 390 € | 100 € | 1.010 € |
In tutti i casi il rendimento netto è del 2,02%. Il risultato cambia se il tasso promozionale vale solo fino a una certa soglia di deposito: in quel caso la parte eccedente rende meno.
Il capitale è garantito?
Sì, entro un limite. I depositi presso le banche italiane sono protetti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), o dal fondo di garanzia del Credito Cooperativo per le BCC, fino a 100.000 euro per depositante e per banca, interessi compresi. Chi deposita somme più alte può dividerle tra banche diverse per restare sotto la soglia in ciascuna.
Interessi semplici e interessi composti: cosa cambia?
La distinzione conta soprattutto sui depositi pluriennali.
Calcolo con interesse semplice
Gli interessi si calcolano sempre sul capitale iniziale. Su 10.000 euro al 3% lordo per due anni:
10.000 × 0,03 × 2 = 600 euro lordi
Calcolo con interesse composto
Gli interessi maturati si aggiungono al capitale e producono a loro volta interessi. La formula della capitalizzazione annuale è:
Montante = Capitale × (1 + Tasso annuo)^Anni
Su 10.000 euro al 3% per due anni: 10.000 × (1,03)² = 10.609 euro, quindi 609 euro di interessi lordi.
Questo però è un calcolo teorico. In un conto deposito italiano la ritenuta viene trattenuta al momento dell'accredito, quindi a essere reinvestiti sono solo gli interessi netti:
Primo anno: 300 euro lordi, 222 euro netti.
Capitale remunerato nel secondo anno: 10.222 euro.
Secondo anno: 306,66 euro lordi, 226,93 euro netti.
Totale dopo le ritenute: 448,93 euro, prima del bollo.
Gli interessi diventano composti solo se, una volta accreditati, entrano nella somma remunerata. Un accredito periodico su un conto esterno non produce nuovi interessi.
Quando vengono accreditati gli interessi?
La periodicità dell'accredito incide sulla disponibilità delle somme e, se c'è capitalizzazione, sul rendimento. Le modalità più comuni sono tre.
Interessi accreditati a scadenza
Gli interessi arrivano alla fine del vincolo. Un deposito di 10.000 euro al 3% lordo per 12 mesi accredita 300 euro lordi (222 netti) alla scadenza; fino a quel momento non sono disponibili.
Interessi accreditati periodicamente
Molti conti accreditano gli interessi ogni mese, trimestre, semestre o anno, anche prima della scadenza. Se finiscono sul conto corrente collegato non producono altri interessi; se si sommano al capitale del deposito, si ha una capitalizzazione.
Interessi anticipati
Alcuni prodotti accreditano gli interessi all'inizio del vincolo. Il vantaggio è avere subito le somme, ma in caso di svincolo anticipato la banca può ricalcolarli e chiedere indietro una parte di quanto già versato.
Le regole su accredito, svincolo e penali cambiano molto tra conto libero e conto vincolato: le differenze sono spiegate nella guida su come funziona il conto deposito.
Come confrontare il rendimento di due conti deposito
Per confrontare due offerte non basta il tasso lordo: serve il rendimento netto sullo stesso capitale, riportato alla stessa durata. Prendiamo due conti con 10.000 euro ciascuno:
Caratteristica | Conto A | Conto B |
|---|---|---|
Tasso annuo lordo | 3% | 3.5% |
Durata | 12 mesi | 6 mesi |
Interessi lordi | 300 € | 175 € |
Interessi dopo la ritenuta | 222 € | 129,50 € |
Bollo | 20 € | 10 € |
Guadagno netto | 202 € | 119,50 € |
Rendimento netto sul periodo | 2,02% | 1,195% |
Rendimento netto attualizzato | 2,02% | 2,39% |
Il Conto A rende di più in euro, perché il capitale resta remunerato per un anno intero. Il Conto B ha un rendimento annualizzato più alto, ma il suo tasso è garantito solo per sei mesi: nessuno assicura che dopo potrai reinvestire alle stesse condizioni.
Come annualizzare un rendimento
Per confrontare durate diverse si usa:
Rendimento netto annualizzato = Rendimento netto sul periodo × (12 / Durata in mesi)
L'1,195% in sei mesi corrisponde quindi al 2,39% annuo. È un confronto indicativo: non considera il reinvestimento degli interessi né il tasso a cui potrai reinvestire il capitale alla scadenza.
Prima di scegliere controlla anche se il tasso è fisso o promozionale, fino a quale importo vale e cosa succede in caso di svincolo anticipato. Puoi confrontare le offerte aggiornate nella nostra classifica dei conti deposito e, una volta scelta quella giusta, seguire i passaggi della guida su come aprire un conto deposito.
Gli errori più comuni nel calcolo del rendimento
Anche una formula corretta dà un risultato sbagliato se parte da ipotesi sbagliate. Gli errori più frequenti sono:
Confondere tasso lordo e netto. Il tasso pubblicizzato è prima delle tasse: al netto della ritenuta rende circa un quarto in meno.
Dimenticare l'imposta di bollo. Su un tasso lordo del 3% il bollo dello 0,20% si mangia quasi un decimo degli interessi netti.
Confrontare durate diverse senza annualizzare. Più euro di guadagno non significa un rendimento annuo più alto.
Dare per scontato l'interesse composto. La capitalizzazione esiste solo se gli interessi accreditati entrano nella somma remunerata.
Ignorare i limiti dei tassi promozionali. Molte offerte remunerano al tasso pieno solo fino a un certo importo o per i primi mesi.
Non considerare lo svincolo anticipato. Uscire prima della scadenza può far perdere in tutto o in parte gli interessi previsti.
Confondere rendimento nominale e reale. Il guadagno netto non tiene conto dell'inflazione.
Rendimento reale: quanto guadagni davvero
Il rendimento reale è il rendimento netto meno l'inflazione, cioè l'aumento effettivo del tuo potere d'acquisto. Un conto deposito che rende il 2,39% netto, con un'inflazione ipotetica del 2%, ha un rendimento reale di circa 0,4%: i soldi crescono, ma solo di poco in termini di quello che puoi comprare.
Il conto deposito resta comunque uno strumento per proteggere la liquidità senza rischi sul capitale, non per farla crescere molto. Per capire in quali casi è la scelta giusta, leggi la guida su quando conviene aprire un conto deposito.
L'analisi dell'esperto
Calcola il tasso di pareggio. Un vincolo breve con tasso più alto conviene solo se alla scadenza riesci a reinvestire bene. Nel confronto tra Conto A e Conto B, il 6 mesi al 3,5% eguaglia il 12 mesi al 3% solo se nei sei mesi successivi reinvesti almeno al 2,5% lordo: servono altri 82,50 euro netti, e 10.000 × 2,5% × 0,5 × 0,74 − 10 di bollo = 82,50. Se pensi che i tassi scenderanno sotto quella soglia, il vincolo più lungo è la scelta migliore.
FAQ
In un anno, 20.000 euro al 4% lordo generano 800 euro di interessi. Dopo la ritenuta del 26% restano 592 euro e, con 40 euro di bollo a carico del cliente, il guadagno netto è di 552 euro, pari al 2,76%.
Sì, ma in proporzione alla durata. Il bollo dello 0,20% annuo si calcola sul periodo coperto dall'estratto conto: su un deposito di 10.000 euro per sei mesi si pagano 10 euro, per tre mesi 5 euro. Se la banca si fa carico del bollo, non paghi nulla.
No, se il conto è presso una banca italiana: la ritenuta del 26% è a titolo d'imposta e la banca la versa al posto tuo. Per i depositi presso banche estere senza sostituto d'imposta in Italia, invece, interessi e IVAFE vanno indicati nella dichiarazione dei redditi.
Fonti
Agenzia delle Entrate – Circolare n. 19/E del 27 giugno 2014. Tassazione dei redditi di natura finanziaria e aliquote applicabili.
Agenzia delle Entrate – Comunicato sulla circolare n. 15/E del 10 maggio 2013. Imposta di bollo su conti e depositi: quando si applica la misura fissa e quando quella proporzionale.
Agenzia delle Entrate – Risposta n. 496 del 25 novembre 2019. Chiarimenti sull'imposta di bollo relativa ai prodotti finanziari.
Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi – Opuscolo informativo. Garanzia sui depositi bancari fino a 100.000 euro.