Per avere una carta di credito bisogna essere maggiorenni, presentare domanda a una banca o a un altro emittente autorizzato e superare la verifica del merito creditizio, cioè la valutazione della capacità di rimborsare le spese. Servono un documento d'identità, il codice fiscale, un IBAN per gli addebiti e, di norma, un documento che attesti il reddito (busta paga, cedolino della pensione o dichiarazione dei redditi).

A differenza di una carta di debito o di una prepagata, che spendono denaro già presente sul conto, la carta di credito anticipa le spese: per questo l'emittente consulta le banche dati creditizie, come CRIF o la Centrale dei Rischi della Banca d'Italia, e può respingere la domanda. La richiesta si può fare online o in filiale, non sempre serve aprire un nuovo conto e, per chi non ha un reddito proprio, esiste la strada della carta aggiuntiva intestata a un familiare.

In sintesi

  • Requisiti: maggiore età, residenza o domicilio compatibili con le condizioni dell'emittente, un conto per gli addebiti e una capacità di rimborso ritenuta adeguata.

  • Documenti: documento d'identità, codice fiscale, IBAN e una prova del reddito. Non esiste un reddito minimo valido per tutte le carte.

  • Senza busta paga: si può ottenere con altri redditi documentabili (pensione, lavoro autonomo). Senza alcun reddito, l'opzione più concreta è la carta aggiuntiva di un familiare.

  • Tipo di carta: con la carta a saldo si rimborsa tutto il mese successivo senza interessi; con la revolving si rimborsa a rate pagando interessi.

  • Tempi: l'esito può arrivare in pochi minuti online, ma la carta fisica richiede in genere alcuni giorni; alcune carte sono subito disponibili in versione digitale.

  • Rifiuto: se dipende da una banca dati, l'emittente deve dirlo subito e gratuitamente, indicando quale banca dati ha consultato (art. 125 TUB).

  • Novità: dal 20 novembre 2026 si applicano le nuove regole sul credito ai consumatori (D.Lgs. 212/2025), con più tutele nella valutazione del merito creditizio.

Prima di chiedere: carta a saldo, revolving o a opzione?

Quando si parla di «carta di credito» si indicano in realtà prodotti diversi, che cambiano soprattutto nel modo in cui si rimborsano le spese. È la prima scelta da fare, perché da essa dipendono costi, rischi e, in parte, le verifiche dell'emittente.

Tipo di carta

Come si rimborsa

Interessi

Per chi è adatta

Carta a saldo

Tutte le spese del mese vengono addebitate in un'unica soluzione, di solito il mese successivo

No (restano canone ed eventuali commissioni)

Chi vuole spostare il pagamento di qualche settimana senza indebitarsi

Carta revolving (rateale)

Si restituisce a rate mensili; il credito rimborsato torna disponibile

Sì, spesso con tassi elevati

Chi ha bisogno di dilazionare una spesa ed è consapevole del costo

Carta a opzione

Si sceglie se pagare a saldo o a rate, anche spesa per spesa

Solo se si sceglie il rimborso rateale

Chi vuole flessibilità, controllando bene la modalità attiva

La Banca d'Italia ha segnalato più volte criticità sulle carte revolving e a opzione: scelta tra saldo e rate presentata in modo poco chiaro, passaggi alla modalità rateale non ben evidenziati nel contratto, carte inviate senza una richiesta esplicita. Prima di firmare conviene quindi verificare quale modalità di rimborso è attiva di default e quanto costa il credito, guardando il TAEG indicato nel modulo informativo.

Quali requisiti servono per avere una carta di credito?

I requisiti li stabilisce ogni emittente, ma alcuni elementi sono valutati praticamente sempre.

Requisiti personali

Il primo è la maggiore età: le carte di credito sono destinate a chi ha compiuto 18 anni. L'emittente può chiedere inoltre la residenza o il domicilio in Italia e la disponibilità di un conto corrente su cui addebitare le spese, presso di sé o presso un'altra banca.

Capacità di rimborso (merito creditizio)

Prima di concedere la carta, l'emittente è obbligato per legge (art. 124-bis del Testo Unico Bancario) a valutare il merito creditizio del richiedente. In pratica considera:

  • Reddito e sua continuità nel tempo.

  • Situazione lavorativa e altre entrate documentabili.

  • Impegni già in corso: mutui, prestiti, altre carte e i relativi importi mensili.

  • Storia creditizia registrata nelle banche dati: i sistemi di informazioni creditizie privati (CRIF, Experian, CTC) e la Centrale dei Rischi della Banca d'Italia.

  • Plafond richiesto, cioè il limite di spesa mensile o complessivo, rispetto alla situazione economica.

Non esiste una soglia di reddito minima valida per tutte le carte. Alcuni emittenti fissano requisiti economici espliciti, altri fanno una valutazione caso per caso. Allo stesso modo, un contratto a tempo indeterminato aiuta ma non garantisce l'approvazione: conta il quadro complessivo, compreso il peso delle rate già in corso sul reddito.

Quali documenti servono per richiedere una carta di credito?

Alcuni documenti servono a identificare il richiedente, altri a verificarne la capacità economica. Quelli più comuni sono:

Documento

A cosa serve

Chi lo presenta

Documento d'identità valido

Identificazione (anche ai fini antiriciclaggio)

Tutti

Codice fiscale o tessera sanitaria

Dati fiscali del richiedente

Tutti

IBAN

Conto su cui addebitare le spese

Tutti, salvo carte con rimborso alternativo

Ultime buste paga

Prova del reddito da lavoro dipendente

Lavoratori dipendenti

Cedolino o certificazione della pensione

Prova del reddito da pensione

Pensionati

Dichiarazione dei redditi (modello Redditi o 730)

Prova del reddito da lavoro autonomo o altre fonti

Autonomi, liberi professionisti, altri casi

Documentazione aggiuntiva

Ulteriori verifiche anagrafiche o economiche

Su richiesta dell'emittente

Non tutti i documenti vanno presentati insieme: un lavoratore autonomo, per esempio, documenta il reddito con la dichiarazione fiscale anziché con la busta paga. Alcuni emittenti acquisiscono parte delle informazioni con procedure digitali autorizzate, riducendo i file da caricare. Prima di iniziare conviene comunque scaricare l'elenco aggiornato dal sito dell'emittente, per evitare richieste di integrazione che allungano i tempi.

Come richiedere una carta di credito: i passaggi

  1. Scegliere la carta adatta al proprio profilo. Verificare requisiti di accesso, eventuale obbligo di aprire un conto, modalità di rimborso (saldo, rate o opzione), canone e TAEG. Le condizioni sono riportate nel foglio informativo e, per il credito ai consumatori, nel modulo «Informazioni europee di base sul credito ai consumatori» (SECCI).

  2. Compilare la domanda. Inserire dati anagrafici, recapiti, informazioni su lavoro e reddito e l'IBAN per gli addebiti, rilasciando i consensi richiesti, compreso quello alla consultazione delle banche dati.

  3. Completare l'identificazione. Online avviene con SPID, CIE, firma digitale, bonifico di riconoscimento o videochiamata; in filiale con un operatore.

  4. Attendere la valutazione. L'emittente verifica documenti e merito creditizio e può chiedere integrazioni prima di comunicare l'esito.

  5. Ricevere e attivare la carta. In caso di approvazione la carta viene spedita o consegnata; l'attivazione si completa dall'app, dall'area clienti o con il canale indicato. Il PIN arriva separatamente.

Online o in filiale: cosa cambia

Richiesta online

Richiesta in filiale

Disponibilità

Quasi tutti gli emittenti, sempre per le banche online

Solo emittenti con rete di sportelli

Identificazione

SPID, CIE, firma digitale, bonifico o video

Di persona con un operatore

Documenti

Caricati in formato digitale

Consegnati allo sportello

Tempi per presentare la domanda

Di solito pochi minuti

Dipende dall'appuntamento

Quando conviene

Situazioni reddituali lineari e documenti già pronti

Redditi particolari o necessità di chiarimenti

In entrambi i casi la presentazione della domanda non equivale all'approvazione: le verifiche sono le stesse e la decisione spetta all'emittente.

L'analisi dell'esperto

Claudia Combattelli
Claudia Combattelli Avvocato esperta in Diritto Bancario e Finanziario

Diffidate delle offerte di carte di credito “pre-approvate” o “senza verifiche” ricevute tramite SMS, email o social network, soprattutto quando richiedono versamenti anticipati su conti personali o l'invio di documenti attraverso canali non ufficiali. Prima di presentare una domanda, verificate l'identità e l'autorizzazione dell'emittente, consultando gli albi e gli elenchi ufficiali della Banca d'Italia.

In caso di utilizzo non autorizzato della carta, è importante bloccarla immediatamente e segnalare senza indugio le operazioni sospette all'emittente. Il D.Lgs. 11/2010 prevede un termine massimo di 13 mesi per la comunicazione delle operazioni non autorizzate e, in determinate circostanze, limita a 50 euro la responsabilità del pagatore per le perdite precedenti alla segnalazione. Restano tuttavia previste specifiche eccezioni, tra cui i casi di frode o colpa grave.

Come avere una carta di credito senza busta paga?

Si può ottenere una carta di credito senza busta paga, ma non senza dimostrare una capacità economica. La busta paga è solo uno dei documenti che provano il reddito: un lavoratore autonomo, un libero professionista o un pensionato hanno entrate regolari anche senza uno stipendio da dipendente e possono documentarle con la dichiarazione dei redditi o il cedolino della pensione.

La situazione è più complessa per chi non ha redditi personali documentabili. Avere denaro sul conto non equivale a dimostrare un reddito continuativo e, in generale, non basta per ottenere una carta di credito intestata. In questi casi le strade più realistiche sono quelle descritte nella sezione successiva.

Carta di credito per studenti, disoccupati e casalinghe

Chi non ha un reddito proprio difficilmente supera la verifica del merito creditizio per una carta intestata. Le alternative concrete sono tre.

Situazione

Carta di credito intestata

Alternativa più concreta

Lavoratore autonomo o libero professionista

Possibile, con la dichiarazione dei redditi

—

Pensionato

Possibile, con il cedolino della pensione

—

Studente

Difficile senza reddito; alcune banche hanno prodotti dedicati ai giovani con plafond bassi

Carta aggiuntiva di un genitore, carta di debito o prepagata

Disoccupato

Molto difficile

Carta aggiuntiva, carta di debito o prepagata

Casalingo

Difficile senza reddito proprio

Carta aggiuntiva del coniuge o convivente

La carta aggiuntiva: come funziona

La carta aggiuntiva (o familiare) viene richiesta dal titolare di una carta di credito per un'altra persona, di solito un familiare. È intestata al familiare, che la usa con il proprio nome e PIN, ma le spese vengono addebitate sul conto del titolare e rientrano nel suo plafond o in un limite dedicato.

La verifica del merito creditizio riguarda il titolare, che resta responsabile del rimborso: per questo è la soluzione più diffusa per chi non ha un reddito proprio. Età minima, numero di carte aggiuntive e costi variano da emittente a emittente.

Carta di debito e prepagata

Se l'obiettivo è pagare online, prenotare viaggi o usare un wallet sullo smartphone, spesso non serve una carta di credito: una carta di debito collegata al conto o una carta prepagata, anche con IBAN, si ottengono senza verifica del merito creditizio, perché spendono solo il denaro disponibile.

Il limite principale riguarda alcuni servizi, come certi noleggi auto o depositi cauzionali, che possono richiedere una carta di credito.

Come avere una carta di credito subito o velocemente?

Chi ha fretta deve distinguere tre momenti diversi:

  1. Esito della domanda: con le procedure online può arrivare in pochi minuti o in qualche giorno, a seconda delle verifiche.

  2. Emissione: viene predisposta la carta fisica e, quando previsto, una versione digitale.

  3. Disponibilità per i pagamenti: la carta si usa dopo l'attivazione. Alcuni emittenti rendono subito disponibile la versione digitale da aggiungere ad Apple Pay o Google Pay, prima che arrivi quella fisica.

Per accorciare i tempi conviene preparare in anticipo tutti i documenti, verificare i requisiti prima di iniziare, avere a portata di mano SPID o CIE e controllare che i dati inseriti coincidano con quelli dei documenti. Non esiste comunque una procedura che garantisca una carta di credito «immediata»: anche quando il modulo si compila in pochi minuti, l'emittente deve completare le verifiche.

Si può avere una carta di credito senza conto corrente?

Dipende da cosa si intende. Molte carte non richiedono di aprire un nuovo conto presso l'emittente, ma quasi tutte richiedono un conto su cui addebitare le spese.

  • Carta senza apertura di un nuovo conto: le spese vengono addebitate su un conto già posseduto presso un'altra banca. È il caso delle carte emesse da società specializzate e di molte carte revolving.

  • Carta collegata a un conto della banca emittente: per richiederla bisogna essere già clienti o aprire il conto indicato.

  • Carta con modalità di rimborso alternative: alcuni prodotti ammettono il rimborso con bonifico o altri strumenti, secondo il contratto.

Prima di presentare la domanda è quindi importante verificare quali modalità di pagamento del saldo sono accettate.

Carta di credito per cattivi pagatori o segnalati in CRIF

Essere presenti in una banca dati creditizia non significa necessariamente essere cattivi pagatori. Questi sistemi raccolgono infatti informazioni sia positive, come i finanziamenti rimborsati regolarmente, sia negative, come ritardi nei pagamenti, insoluti o sofferenze.

In Italia è importante distinguere tra due tipologie di banche dati:

  • Sistemi di informazioni creditizie (SIC) privati, come CRIF, Experian e CTC: raccolgono dati su richieste e finanziamenti, positivi e negativi, anche di piccolo importo. Prima di segnalare il primo ritardo il finanziatore deve avvisare l'interessato.

  • Centrale dei Rischi della Banca d'Italia: registra i crediti pari o superiori a 30.000 euro e le sofferenze a partire da 250 euro.

Avere ritardi non regolarizzati o sofferenze può rendere molto difficile ottenere una carta di credito, ma la decisione dipende sempre dalla valutazione complessiva dell'emittente. Le informazioni negative, inoltre, non rimangono registrate per sempre: per i SIC privati sono previsti specifici tempi di conservazione, che variano in base alla gravità del ritardo e alla sua eventuale regolarizzazione.

Informazione registrata nei SIC

Per quanto tempo resta visibile

Ritardo di massimo due rate o due mesi, poi regolarizzato

12 mesi dalla regolarizzazione

Ritardo di oltre due rate o due mesi, poi regolarizzato

24 mesi dalla regolarizzazione

Ritardo non regolarizzato (morosità, sofferenza)

36 mesi dalla scadenza del contratto o dall'ultimo aggiornamento, e comunque non oltre 60 mesi

Le regolarizzazioni valgono a condizione che nel frattempo non siano registrati altri ritardi. Da notare anche che ogni richiesta di finanziamento resta visibile per mesi (fino a 180 giorni durante la valutazione, 90 giorni dopo un rifiuto). Presentare molte domande ravvicinate a emittenti diversi può pesare negativamente sulle valutazioni successive. Nel frattempo, carte di debito e prepagate restano accessibili perché non comportano concessione di credito.

Perché una richiesta di carta di credito può essere rifiutata?

L'emittente può respingere la domanda quando mancano i requisiti oppure quando, dopo le verifiche, ritiene il rischio non compatibile con le proprie politiche. Le cause più frequenti sono:

  • Reddito insufficiente o non adeguatamente documentato.

  • Rate già in corso troppo alte rispetto al reddito.

  • Informazioni negative nelle banche dati (ritardi, insoluti, sofferenze).

  • Troppe richieste di finanziamento recenti.

  • Requisiti anagrafici o di residenza non rispettati.

  • Documenti incompleti, incongruenti o non verificabili.

Un rifiuto non significa necessariamente essere segnalati come cattivi pagatori: può dipendere anche da criteri interni dell'emittente o dalle caratteristiche della singola carta, come un plafond troppo alto rispetto al reddito.

Cosa fare se la richiesta viene respinta?

  1. Chiedere il motivo. Se il rifiuto si basa su informazioni presenti in una banca dati, l'emittente deve comunicarlo subito e gratuitamente, indicando quale banca dati ha consultato (art. 125, comma 2, TUB).

  2. Controllare i propri dati. L'accesso è gratuito: si può chiedere la propria posizione ai SIC privati (per esempio CRIF) e alla Centrale dei Rischi della Banca d'Italia.

  3. Far correggere eventuali errori. Se le informazioni sono inesatte o non aggiornate si può chiederne la rettifica al finanziatore che le ha segnalate o al gestore della banca dati.

  4. Se non si ottiene risposta. Si può presentare reclamo all'intermediario e, se la risposta non arriva entro 60 giorni o non è soddisfacente, ricorrere all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF), per esempio per una segnalazione errata.

  5. Ripresentare la domanda con criterio. Meglio correggere prima la causa del rifiuto, valutare un plafond più basso o un prodotto diverso, piuttosto che inviare subito molte richieste ad altri emittenti.

Cosa cambia dal 20 novembre 2026

Il D.Lgs. 31 dicembre 2025, n. 212 ha recepito in Italia la nuova direttiva europea sul credito ai consumatori (Direttiva UE 2023/2225), modificando il Testo Unico Bancario. Le nuove regole si applicano in via generale dal 20 novembre 2026, con disposizioni transitorie per un adeguamento progressivo. Per chi chiede una carta di credito i cambiamenti principali sono:

  • Merito creditizio nell'interesse del consumatore: la valutazione deve servire anche a prevenire il sovraindebitamento e basarsi su dati pertinenti e proporzionati.

  • Decisioni automatizzate: se la valutazione è fatta da un algoritmo, il consumatore ha diritto all'intervento di una persona, a una spiegazione della decisione e a contestarla.

  • Nessun credito senza richiesta: la concessione di credito richiede una richiesta preventiva e un consenso esplicito, che non può derivare da caselle preselezionate.

Conclusioni

Per avere una carta di credito bisogna scegliere prima il tipo di carta adatto (a saldo, revolving o a opzione), verificare di avere i requisiti, preparare i documenti che attestano il reddito e superare la verifica del merito creditizio. Un reddito documentabile e una storia creditizia pulita facilitano l'approvazione, senza garantirla.

Chi non ha un reddito proprio può valutare una carta aggiuntiva, una carta di debito o una prepagata. Dal 20 novembre 2026 le nuove regole sul credito ai consumatori rafforzano le tutele nella valutazione della domanda. Per confrontare costi, requisiti e modalità di rimborso dei prodotti disponibili puoi consultare il confronto delle carte di pagamento di ScegliConti.

Fonti

FAQ

Non esiste un reddito minimo valido per tutte le carte. Ogni emittente può fissare soglie proprie o valutare caso per caso la capacità di rimborso, considerando anche le rate già in corso. In genere, più alto è il plafond richiesto, più solida deve essere la situazione reddituale.

Sì, se l'emittente accetta questa situazione lavorativa e ritiene adeguata la capacità di rimborso. Durata residua del contratto, reddito e impegni già in corso incidono sulla valutazione.

Sì, la maggiore età è sufficiente per presentare domanda, ma senza un reddito documentabile l'approvazione è difficile. Per un giovane senza reddito le soluzioni più comuni sono la carta aggiuntiva di un genitore o una carta prepagata.

Sì. L'emittente valuterà la situazione economica complessiva, considerando anche i plafond e gli impegni già esistenti. Possedere un'altra carta non comporta automaticamente il rifiuto.