La carta prepagata è una carta di pagamento che si usa spendendo il denaro caricato in anticipo. Non richiede un conto corrente e non concede credito: si può spendere solo quello che c’è sul saldo. Funziona nei negozi, online e all’estero sui circuiti Visa e Mastercard. Nella versione con IBAN può anche ricevere bonifici e lo stipendio.

In sintesi

  • La prepagata si carica prima e si spende dopo: se il saldo non basta, il pagamento viene rifiutato.

  • Non serve un conto corrente. Serve però l’identificazione: in Italia le prepagate anonime non si possono più emettere né usare dal 2019.

  • I costi variano molto. Emissione da 0 a 20 €, canone da 0 a circa 20 € l’anno, ricariche gratuite via bonifico, da 0,90 a 1 € da app e da 1 a 2,50 € in contanti, prelievi in euro da 0 a 2 €.

  • La prepagata con IBAN riceve bonifici e stipendio, ma non è un conto corrente. Ha un saldo massimo, per esempio 30.000 € per Postepay Evolution.

  • In caso di operazioni non autorizzate il rimborso è previsto per legge. Prima della segnalazione il titolare risponde al massimo per 50 €, salvo frode o colpa grave.

  • Il saldo non è coperto dal Fondo Interbancario se la carta è emessa da un istituto di moneta elettronica. I fondi sono però tenuti separati dal patrimonio dell’emittente.

Cos’è una carta prepagata

Una carta prepagata è uno strumento di pagamento collegato a un saldo che il titolare carica in anticipo. Ogni acquisto o prelievo scala dal saldo. Quando il saldo finisce, si ricarica: se la carta è ricaricabile, come quasi tutte quelle in commercio.

Dal punto di vista tecnico il denaro sulla prepagata è moneta elettronica. La emettono le banche, gli istituti di moneta elettronica (IMEL) e Poste Italiane, che opera con il proprio patrimonio destinato BancoPosta. Il tipo di emittente conta, perché cambia il modo in cui i soldi sono protetti, come si vede più avanti.

Le prepagate funzionano sui grandi circuiti internazionali, come Visa e Mastercard, quindi sono accettate quasi ovunque si accettino carte. Alcune lavorano anche su circuiti proprietari, come la rete Postamat per i prelievi.

Come funziona una carta prepagata

Il funzionamento è in quattro passaggi:

  1. Si richiede la carta online, da app, in filiale, in ufficio postale o in un punto vendita convenzionato. L’identificazione avviene con documento d’identità e codice fiscale, oppure con SPID o videoselfie.

  2. Si carica il denaro con un bonifico, da un’altra carta, in contanti presso sportelli e tabaccherie convenzionate o dall’app.

  3. Si paga e si preleva nei limiti del saldo e dei massimali della carta.

  4. Si controlla il saldo dall’app, dove arrivano anche le notifiche di ogni movimento.

Un esempio con 300 euro caricati sulla carta:

Operazione

Saldo disponibile

Ricarica iniziale

300 €

Acquisto online di 80 €

220 €

Spesa al supermercato di 45 €

175 €

Prelievo di 50 € (commissione di 2 €)

123 €

Nuova ricarica di 100 € (commissione di 1 €)

222 €

Le commissioni vengono scalate dallo stesso saldo. Su una carta usata spesso possono pesare più del canone.

Può andare in negativo? Di regola no: il pagamento oltre il saldo viene rifiutato. In casi rari il saldo può diventare negativo, per esempio per un addebito contabilizzato in ritardo, una commissione o una rettifica. La differenza va poi coperta con una ricarica.

Prepagata, debito o credito: le differenze

Carta prepagata

Carta di debito

Carta di credito

Da dove arrivano i soldi

Saldo caricato in anticipo

Conto corrente

Credito concesso dall’emittente

Serve un conto corrente

No

Sì

Di solito sì, per l’addebito mensile

Quando viene addebitata la spesa

Subito, sul saldo

Subito, sul conto

Il mese successivo, o a rate

Limite di spesa

Saldo e massimali della carta

Disponibilità del conto e massimali

Plafond mensile

Va ricaricata

Sì

No

No

Accettata per cauzioni

Spesso no

A volte

Sì

In pratica la prepagata serve a spendere una somma definita, tenendola separata dal resto. La carta di debito usa direttamente i soldi del conto. La carta di credito anticipa la spesa e la addebita dopo.

Per approfondire:

I tipi di carta prepagata

Prepagata ricaricabile. È la forma più diffusa: si carica tutte le volte che serve, entro i limiti della carta. È il caso, per esempio, di Postepay Standard.

Prepagata non ricaricabile (carta regalo). Nasce con un importo fisso che non si può aumentare. Di solito si usa come gift card, spendibile in una catena o su un circuito, e spesso ha una scadenza.

Prepagata con IBAN, detta anche “carta conto”. Ha un IBAN italiano o europeo. Riceve bonifici e stipendio, fa bonifici in uscita e può gestire gli addebiti diretti delle utenze. È il caso, per esempio, di Postepay Evolution e delle app fintech.

Prepagata virtuale. Esiste solo in formato digitale, nell’app o nel wallet dello smartphone. Si usa online e, tramite Apple Pay o Google Pay, anche nei negozi. Alcune generano numeri usa e getta, validi per un solo pagamento, utili sui siti di cui non ci si fida del tutto.

Prepagata per minorenni. È pensata per i ragazzi e ha controlli per il genitore: limiti di spesa, blocco di alcune categorie e notifiche sul telefono dell’adulto.

Carta prepagata con IBAN o senza IBAN

L’IBAN è la caratteristica che separa le due grandi famiglie di prepagate.

Senza IBAN

Con IBAN

Pagamenti nei negozi e online

Sì

Sì

Prelievi ATM

Sì

Sì

Ricezione di bonifici

No

Sì

Accredito di stipendio o pensione

No

Sì

Bonifici in uscita

No

Sì, di solito a pagamento (es. 1 € da app)

Addebiti diretti (bollette, abbonamenti)

No

Sì, su molte carte

Saldo massimo tipico

Qualche migliaio di euro (es. 4.000 €)

Decine di migliaia di euro (es. 30.000 €)

Canone tipico

Spesso assente

Da 0 a circa 20 € l’anno

Una prepagata con IBAN copre buona parte delle operazioni quotidiane di un conto corrente. Ha però dei limiti: un saldo massimo, niente fido, spesso niente libretto assegni e servizi di investimento ridotti o assenti. Chi riceve lo stipendio e paga tutto con la carta di solito non sente la differenza. Chi gestisce somme alte o molte operazioni sì.

Quanto costa una carta prepagata?

Il canone è solo una delle voci di costo. Questi sono i costi di tre prodotti molto diffusi, rilevati a ottobre 2026:

Voce di costo

Postepay Standard

Postepay Evolution

HYPE piano base

Emissione

20 €

5 €

Carta virtuale gratuita, carta fisica 9,90 €

Canone

Nessuno

19 € l'anno

0 €

Ricarica via bonifico

Non disponibile (manca l’IBAN)

Gratis

Gratis

Ricarica da app o online

1 €

1 €

0,90 € da altra carta o wallet

Ricarica in contanti

1 € in ufficio postale, 2 € in tabaccheria

1 € in ufficio postale, 2 € in tabaccheria

2,50 €

Prelievo in euro

1 € Postamat, 1,75 € altre banche

Gratis Postamat, 2 € altre banche

Gratis fino a 250 € al mese

Prelievo fuori dall'area euro

5 € + 1,10%

5 € + 1,10%

Non indicato

Pagamenti in valuta diversa dall’euro

1,10%

1,10%

3%

Bonifico SEPA in uscita

Non disponibile

1 € da app, 3,50 € allo sportello

Gratis

Da questi dati si ricavano le forbici di mercato:

  • Emissione: da 0 a 20 €.

  • Canone: da 0 a circa 20 € l’anno.

  • Ricarica: gratuita via bonifico, da 0,90 a 1 € da app o da un’altra carta, da 1 a 2,50 € in contanti.

  • Prelievo in euro: da 0 a circa 2 €. Alcune carte sono gratuite entro una soglia mensile, per esempio 250 €.

  • Pagamenti in valuta estera: dall’1,10% al 3% dell’importo. I prelievi fuori dall’area euro aggiungono di solito una commissione fissa, per esempio 5 € per le Postepay.

Alcune voci si dimenticano facilmente:

  • l’imposta di bollo, che alcune prepagate con IBAN applicano nella misura di 2 € l’anno quando la giacenza media supera 77,47 €, come Postepay Evolution;

  • la sostituzione della carta in caso di furto o smarrimento, per esempio 5 €;

  • la ricarica automatica, che su Postepay costa 1 € al mese se addebitata su una carta o un conto di Poste e 2 € se addebitata su carte di altri istituti;

  • le commissioni sui trasferimenti tra carte oltre una certa soglia.

Esempio: quanto costa davvero in un anno

Ecco due carte con condizioni illustrative, usate da una persona che fa 2 ricariche in contanti al mese (24 l’anno) e 1 prelievo al mese (12 l’anno):

Carta A

Carta B

Canone annuo

0 €

19 €

Ricariche (24 l’anno)

2 € l’una = 48 €

Gratis via bonifico = 0 €

Prelievi (12 l’anno)

2 € l’uno = 24 €

Gratis sul circuito proprio = 0 €

Costo annuo totale

72 €

19 €

La carta “gratuita” costa quasi quattro volte di più. Il costo reale di una prepagata dipende da come la si usa, non dal canone: prima di scegliere conviene stimare quante ricariche e quanti prelievi si fanno in un anno.

L'analisi dell'esperto

Donato Rossiello
Donato Rossiello Consulente Finanziario

Il problema più frequente che vedo è chi sceglie la prepagata a canone zero e poi la ricarica ogni settimana in tabaccheria: a fine anno ha speso più che con una carta a pagamento. Il secondo è chi parte per un viaggio con la sola prepagata e al banco del noleggio si sente rifiutare la cauzione. Il mio consiglio è usare la prepagata per quello che sa fare meglio: un budget separato per acquisti online, figli o spese ricorrenti. Tenerci sopra lo stretto necessario, e non usarla come salvadanaio. Per le somme più alte esistono strumenti più adatti.

Limiti di saldo, ricarica e prelievo

Ogni prepagata ha dei massimali, fissati dall’emittente nel rispetto delle regole antiriciclaggio. Ecco i valori di riferimento delle carte Poste:

Limite

Postepay Standard

Postepay Evolution

Saldo massimo

4.000 €

30.000 €

Ricariche massime in un anno

50.000 €

100.000 €

Prelievi ATM

500 € al giorno

600 € al giorno, 2.500 € al mese

Le prepagate senza IBAN hanno di solito un saldo massimo di qualche migliaio di euro. Quelle con IBAN arrivano a decine di migliaia. Il limite conta soprattutto se si vuole ricevere lo stipendio sulla carta o fare un acquisto importante: se il saldo è già vicino al massimo, il bonifico in entrata può essere respinto.

E le prepagate anonime? La normativa antiriciclaggio impone generalmente l'identificazione del titolare delle carte prepagate. Il D.Lgs. 125/2019 ha rafforzato le restrizioni sull'utilizzo della moneta elettronica anonima, prevedendo condizioni ed eccezioni specifiche per determinati strumenti di pagamento di importo limitato. Per le comuni carte prepagate ricaricabili è quindi normalmente richiesta l'identificazione del cliente.

Come ricaricare una carta prepagata

I canali di ricarica più comuni sono:

  • bonifico sull’IBAN della carta, solo per le prepagate con IBAN e di solito gratuito;

  • app o home banking, da un’altra carta o da un conto, con costo variabile e spesso intorno a 1 €;

  • contanti in tabaccherie, ricevitorie, uffici postali, filiali o ATM abilitati, con costo da 1 a 2,50 €;

  • ricarica automatica programmata da un conto collegato;

  • trasferimento da un altro utente dello stesso servizio (P2P), spesso gratis fino a una certa soglia.

Il bonifico ordinario arriva in uno o due giorni lavorativi. Bonifico istantaneo, app e contanti sono di solito immediati.

I soldi sulla carta prepagata sono garantiti?

È la domanda più importante, e la risposta dipende da chi emette la carta.

Emittente

Come sono protetti i soldi

Banca

Il saldo è moneta elettronica emessa dalla banca. Va verificato nel contratto se rientra nella garanzia sui depositi (FITD o FGD, fino a 100.000 €).

Istituto di moneta elettronica

Nessuna garanzia del Fondo Interbancario. I fondi però devono essere tenuti separati dal patrimonio dell’IMEL, su conti dedicati o coperti da polizza. In caso di fallimento non finiscono nella massa fallimentare e vanno restituiti ai clienti.

Poste Italiane

I fondi rientrano nel patrimonio BancoPosta, separato da quello del resto del gruppo.

La tutela offerta da un IMEL è diversa da quella di un deposito bancario, ma non è assente. I fondi dei clienti sono soggetti a specifiche misure di salvaguardia, pensate per proteggerli in caso di insolvenza dell'emittente. Questo non equivale però alla garanzia sui depositi bancari: il recupero delle somme può richiedere più tempo e dipende dalle circostanze e dalle procedure applicabili.

Per somme importanti e ferme, una prepagata non è lo strumento giusto: conviene un conto corrente o un conto deposito.

Il diritto al rimborso del saldo. La legge (art. 114-ter del Testo Unico Bancario) stabilisce che il saldo di moneta elettronica è sempre rimborsabile al valore nominale, su richiesta del titolare. L’emittente può applicare una commissione solo in tre casi, previsti dal contratto:

  • il rimborso viene chiesto prima della scadenza del contratto;

  • il titolare chiude il contratto prima della scadenza;

  • il rimborso viene chiesto più di un anno dopo la scadenza.

Sicurezza, furto e operazioni non autorizzate

Una prepagata usata per gli acquisti online, con un saldo basso, limita il danno in caso di furto dei dati: al massimo si perde quello che c’è sulla carta, non il contenuto del conto. Le carte virtuali usa e getta riducono ulteriormente il rischio.

Questo non rende la prepagata più sicura per natura di una carta di debito o di credito. La protezione vera viene da altro:

  • autenticazione forte (SCA), cioè la conferma dei pagamenti online con due fattori, come app più PIN o impronta;

  • notifiche push per ogni movimento;

  • blocco temporaneo della carta dall’app;

  • disattivazione dei pagamenti online o all’estero quando non servono.

Cosa fare in caso di furto, smarrimento o operazioni non autorizzate:

  1. Bloccare subito la carta dall’app o con il numero verde dell’emittente.

  2. Disconoscere le operazioni non autorizzate senza ritardo, e comunque entro 13 mesi dall’addebito.

  3. Fare denuncia alle autorità in caso di furto o frode, e conservarne una copia.

Il D.Lgs. 11/2010, che recepisce la normativa europea sui servizi di pagamento, prevede regole precise:

  • l’emittente deve rimborsare entro la fine della giornata lavorativa successiva alla segnalazione, salvo un motivato sospetto di frode;

  • per le operazioni fatte prima del blocco, il titolare risponde al massimo per 50 €, a meno che non abbia agito con frode o colpa grave, per esempio annotando il PIN sulla carta;

  • per le operazioni successive al blocco il titolare non risponde, salvo frode;

  • se l’emittente non ha richiesto l’autenticazione forte, il titolare non risponde nemmeno dei primi 50 €.

La carta prepagata all’estero

Le prepagate Visa e Mastercard funzionano in quasi tutto il mondo. Prima di partire conviene controllare quattro cose:

  • Commissioni in valuta. Fuori dall’area euro i pagamenti costano dall’1,10% (Postepay) al 3% (HYPE piano base). I prelievi aggiungono una commissione fissa, per esempio 5 € più l’1,10%.

  • Abilitazione geografica. Alcune carte bloccano di default l’uso all’estero, e va attivato dall’app.

  • Massimali giornalieri di prelievo e pagamento.

  • Conversione dinamica (DCC). Al POS o all’ATM conviene scegliere sempre di pagare nella valuta locale. Se si accetta la conversione in euro proposta dal terminale, il cambio è quasi sempre peggiore.

Attenzione a noleggi e hotel. Le società di autonoleggio e molti alberghi chiedono una preautorizzazione, cioè un blocco temporaneo di una somma a garanzia. Molti noleggiatori non accettano le prepagate per la cauzione, anche se le accettano per il pagamento. Quando la prepagata viene accettata, la somma bloccata non si può spendere per giorni, finché la preautorizzazione non viene sbloccata. Per un viaggio con auto a noleggio conviene avere con sé anche una carta di credito.

Vantaggi e svantaggi

Vantaggi

  • Non serve un conto corrente.

  • Si spende solo quello che si è caricato, quindi il budget è sotto controllo.

  • Permette di separare alcune spese, come gli acquisti online o la paghetta dei figli.

  • Costi bassi o nulli per un uso semplice.

  • Si ottiene in pochi minuti, anche in versione virtuale.

Svantaggi

  • Ci sono massimali di saldo e di ricarica.

  • Le ricariche in contanti e i prelievi possono costare più del canone.

  • Spesso non è accettata per cauzioni di noleggi e hotel.

  • Con un IMEL, il saldo non è coperto dalla garanzia sui depositi bancari.

  • Le prepagate senza IBAN non ricevono bonifici né stipendio.

A chi conviene una carta prepagata

  • A chi vuole controllare la spesa, perché carica solo il budget che decide di spendere.

  • A chi compra online e vuole separare i rischi, tenendo sulla carta solo il necessario.

  • Ai ragazzi, con prepagate dedicate che il genitore ricarica e controlla dall’app.

  • A chi non ha o non vuole un conto corrente, scegliendo una prepagata con IBAN per ricevere lo stipendio e pagare le bollette.

  • A chi viaggia, come seconda carta da usare al posto di quella principale, purché le commissioni sul cambio siano basse.

Non è invece la scelta migliore per chi tiene somme alte, ha bisogno di un fido o di servizi bancari completi, o noleggia spesso auto.

In conclusione: come scegliere una carta prepagata?

Per scegliere la prepagata giusta conviene partire da come la si userà, non dal canone. Questi i passaggi, in ordine:

  1. Mi serve l’IBAN? Sì, se si vuole ricevere bonifici o lo stipendio.

  2. Quanto costerà in un anno? Basta sommare canone, ricariche e prelievi previsti, come nell’esempio sopra.

  3. Come la ricaricherò? Se si usano i contanti, conta il costo della ricarica in tabaccheria o all’ATM. Se si usano i bonifici, conta che siano gratuiti.

  4. I limiti bastano? Vanno controllati saldo massimo, ricariche annue e prelievo giornaliero.

  5. La userò all’estero? In quel caso vanno guardate le commissioni in valuta e l’abilitazione dei pagamenti fuori dall’Europa.

  6. Com’è l’app? Notifiche, blocco della carta, carte virtuali e gestione dei limiti sono ormai essenziali.

  7. Chi è l’emittente? Banca, IMEL o Poste: conta per capire come sono protetti i soldi.

Per valutare le soluzioni disponibili, consulta la nostra sezione dedicata al confronto delle carte di pagamento, dove puoi esplorare le offerte e approfondire le caratteristiche dei diversi prodotti.

Fonti utilizzate

FAQ

Sì. La prepagata non richiede un conto corrente: bastano un documento d’identità e il codice fiscale. In Italia non si possono più ottenere prepagate anonime.

Sì, se la carta ha l’IBAN. Va verificato che il saldo massimo sia sufficiente: per esempio, Postepay Evolution arriva a 30.000 €.

Per l’uso quotidiano spesso sì: riceve bonifici e stipendio, fa pagamenti e gestisce le bollette. Ha però un saldo massimo, non concede fido e offre meno servizi di un conto corrente.

Non sempre. Le carte emesse da istituti di moneta elettronica non sono coperte dal FITD. I fondi però devono essere tenuti separati dal patrimonio dell’emittente, e in caso di fallimento vanno restituiti ai clienti.

Di regola no, perché i pagamenti oltre il saldo vengono rifiutati. Può succedere in casi rari, per addebiti contabilizzati in ritardo o per commissioni. La differenza va poi coperta con una ricarica.

Va bloccata subito dall’app o dal numero verde, e le operazioni non autorizzate vanno disconosciute entro 13 mesi. Per quelle fatte prima del blocco si risponde al massimo per 50 €, salvo frode o colpa grave. L’emittente deve rimborsare entro la giornata lavorativa successiva alla segnalazione, salvo un motivato sospetto di frode.

Sì, se è sui circuiti Visa o Mastercard e l’uso all’estero è abilitato. Fuori dall’area euro i pagamenti costano dall’1,10% al 3% dell’importo, a seconda della carta. Per noleggi auto e alcune cauzioni la prepagata spesso non è accettata.

Sì. Per legge il saldo è sempre rimborsabile al valore nominale. L’emittente può applicare una commissione solo in tre casi, se previsto dal contratto:

  • il rimborso viene chiesto prima della scadenza del contratto;

  • il titolare recede prima della scadenza;

  • il rimborso viene chiesto più di un anno dopo la scadenza.