Se la banca fallisce, perdo i soldi del conto deposito? Nella grande maggioranza dei casi no: i depositi sono protetti per legge fino a 100.000 euro per persona e per banca, interessi compresi, e il rimborso arriva in genere entro sette giorni lavorativi.

Questo non significa che un conto deposito sia privo di rischi. Le somme oltre la soglia, l'inflazione, i vincoli sul denaro e alcune clausole contrattuali possono incidere sulla sicurezza o sulla convenienza del prodotto. Conoscerli è il modo migliore per scegliere con serenità, soprattutto se si depositano somme elevate o ci si rivolge a una banca estera.

In breve: rischi e garanzie dei conti deposito

  • Protezione del capitale: i depositi ammissibili sono tutelati fino a 100.000 euro per depositante e per banca, interessi maturati compresi.

  • Se la banca fallisce: il sistema di garanzia rimborsa i depositi coperti, di norma entro sette giorni lavorativi, senza bisogno di presentare domanda.

  • Bail-in: i depositi fino a 100.000 euro sono esclusi dal bail-in; la parte eccedente di persone fisiche e PMI gode di una priorità rispetto ad altri creditori.

  • Conti cointestati: il limite di 100.000 euro si applica separatamente a ciascun intestatario, sommando anche gli altri depositi presso la stessa banca.

  • Saldi temporaneamente elevati: per nove mesi, alcune somme legate a eventi specifici (vendita della casa, TFR, eredità, risarcimenti) sono protette oltre la soglia.

  • Rischi da considerare: inflazione, indisponibilità delle somme vincolate, variazione dei tassi, rinnovi automatici e truffe.

  • Banche estere UE: la tutela è la stessa, ma può essere fornita dal fondo di garanzia del paese d'origine della banca.

  • Prima di aprire: verificare la banca che custodisce davvero il denaro, il fondo di garanzia applicabile e il foglio informativo.

Quanto è sicuro un conto deposito?

Un conto deposito è uno strumento bancario che serve a custodire denaro e a ottenere interessi. A differenza di azioni, obbligazioni o fondi, il saldo non oscilla con i mercati: se si depositano 20.000 euro, la banca deve restituire 20.000 euro più gli interessi maturati, al netto di imposte e costi.

La principale tutela è la garanzia dei depositi, che interviene quando la banca non è più in grado di restituire il denaro ai clienti. Per valutare davvero la sicurezza, però, conviene distinguere tre aspetti diversi:

  • Sicurezza del capitale: il rischio che la banca non riesca a restituire le somme depositate.

  • Disponibilità del denaro: la possibilità di riavere i risparmi quando servono, soprattutto se sono vincolati.

  • Potere d'acquisto: il rischio che gli interessi non bastino a compensare l'aumento dei prezzi.

Un conto deposito può quindi essere ben protetto dall'insolvenza della banca, ma risultare poco conveniente in termini reali o poco adatto a chi ha bisogno di liquidità immediata.

Come funziona la garanzia sui conti deposito?

In Italia i depositi bancari sono protetti da un sistema previsto dalla normativa europea e recepito nel Testo Unico Bancario (artt. 96 e seguenti) con il D.Lgs. 30/2016. L'obiettivo è evitare che la crisi di una singola banca si traduca nella perdita dei risparmi coperti.

Non serve sottoscrivere polizze o garanzie aggiuntive: ogni banca autorizzata in Italia è obbligata per legge ad aderire a un sistema di garanzia, e la protezione è automatica.

I sistemi di garanzia italiani

I sistemi riconosciuti in Italia sono due:

Entrambi coprono, entro la stessa soglia, i depositi detenuti su conti correnti, conti deposito liberi e vincolati, libretti di deposito e certificati di deposito nominativi.

Cosa non è coperto

La garanzia riguarda solo i depositi. Restano esclusi, tra gli altri:

  • obbligazioni bancarie, azioni e altri strumenti finanziari, anche se acquistati presso la stessa banca;

  • fondi comuni, polizze assicurative e prodotti di risparmio gestito;

  • depositi di banche, assicurazioni, società finanziarie ed enti pubblici;

  • depositi legati a operazioni di riciclaggio accertate.

È un punto da tenere presente: un'obbligazione emessa dalla propria banca non è un deposito e, in caso di crisi, non beneficia del rimborso del fondo.

Come funziona il limite di 100.000 euro

La soglia non vale per ogni singolo conto, ma per l'insieme dei depositi che una persona ha presso la stessa banca, compresi gli interessi maturati fino alla data del rimborso.

Chi ha 70.000 euro su un conto deposito e 40.000 euro sul conto corrente della stessa banca ha 110.000 euro di depositi complessivi: ne sono garantiti 100.000. I restanti 10.000 euro non sono rimborsati dal fondo, ma restano un credito verso la banca, come spiegato più avanti.

Conti cointestati e depositi presso più banche

Nei conti cointestati la quota di ciascun titolare è considerata separatamente. Un conto intestato a due persone può quindi essere coperto fino a 200.000 euro complessivi, a condizione che nessuno dei due abbia altri depositi presso la stessa banca che facciano superare la propria soglia. Salvo diversa indicazione nel contratto, le quote si presumono uguali.

Chi distribuisce i risparmi tra due banche giuridicamente distinte, invece, beneficia di un limite separato presso ciascuna.

Situazione

Copertura ordinaria

80.000 € presso una banca

80.000 €

150.000 € presso una banca

100.000 €

70.000 € su conto deposito + 40.000 € su conto corrente della stessa banca

100.000 €

100.000 € presso la banca A + 100.000 € presso la banca B

200.000 €

180.000 € su un conto cointestato tra due persone

180.000 €

Gli esempi presuppongono depositi interamente ammissibili, quote uguali nel conto cointestato, nessun altro deposito presso la stessa banca e banche giuridicamente distinte. Non sono considerati interessi aggiuntivi né tutele speciali.

Attenzione ai marchi commerciali: due conti con nomi diversi possono appartenere alla stessa banca. In quel caso il limite di 100.000 euro è unico e va calcolato sommando i due conti.

Cosa succede al conto deposito se la banca fallisce?

La crisi di una banca non comporta automaticamente la perdita dei depositi. Tecnicamente le banche non "falliscono" come le imprese: vengono poste in liquidazione coatta amministrativa, ed è da quel momento che interviene il sistema di garanzia.

Per i depositi coperti dai sistemi italiani il rimborso avviene di norma entro sette giorni lavorativi dalla data in cui il provvedimento di liquidazione produce effetti.

Come avviene il rimborso

  1. Liquidazione della banca: l'autorità competente avvia la liquidazione coatta amministrativa e i depositi diventano indisponibili.

  2. Identificazione dei depositanti: sulla base dei dati della banca vengono individuati i titolari e gli importi coperti.

  3. Calcolo della copertura: il fondo determina quanto spetta a ciascuno, entro il limite di 100.000 euro.

  4. Rimborso: le somme vengono messe a disposizione con le modalità comunicate dal fondo.

Per i rimborsi ordinari non serve presentare domanda: il procedimento parte dai dati trasmessi dalla banca. Se il rimborso non è disponibile entro i termini, il depositante può chiedere al fondo un anticipo sufficiente per le spese correnti, erogato entro cinque giorni lavorativi dalla richiesta e poi scalato dal rimborso finale.

Nei giorni della crisi l'accesso ai conti può comunque essere temporaneamente limitato: per questo è prudente non tenere tutta la liquidità di emergenza su un solo conto.

Cosa succede alle somme oltre 100.000 euro?

La parte eccedente non viene rimborsata dal fondo, ma non è automaticamente perduta. Resta un credito verso la banca, che il depositante fa valere nella procedura di liquidazione. Quanto si recupera dipende dalle risorse della banca e dall'ordine con cui vengono soddisfatti i creditori.

In quest'ordine, i depositi eccedenti di persone fisiche e piccole e medie imprese hanno una posizione privilegiata: vengono pagati prima delle obbligazioni ordinarie e degli altri crediti non garantiti.

Saldi temporaneamente elevati

In alcuni casi la protezione supera i 100.000 euro. Per nove mesi dall'accredito, o da quando le somme diventano disponibili, sono tutelati oltre la soglia i depositi di persone fisiche che derivano da:

  • compravendita o costituzione di diritti su immobili residenziali;

  • eventi della vita come matrimonio, trasferimento di lavoro, licenziamento, pensionamento, invalidità o decesso (ad esempio TFR o eredità);

  • prestazioni assicurative, risarcimenti e indennizzi, compresi quelli per reati o ingiusta detenzione.

Qui il rimborso non è automatico: la parte eccedente viene pagata su richiesta del depositante, dopo la verifica della documentazione, entro sei mesi dall'avvio della liquidazione. Conviene quindi conservare atti di compravendita, lettere di licenziamento o documenti di successione.

Bail-in: i depositi possono essere usati per salvare la banca?

Il bail-in è lo strumento con cui, in una crisi, le perdite di una banca vengono assorbite da azionisti e creditori prima di ricorrere a denaro pubblico. È il timore più diffuso tra i risparmiatori, ma per chi ha un conto deposito le regole sono chiare:

  • i depositi fino a 100.000 euro sono esclusi dal bail-in;

  • la parte eccedente di persone fisiche e PMI viene coinvolta solo dopo azioni, obbligazioni subordinate e obbligazioni ordinarie;

  • le obbligazioni bancarie, invece, possono essere ridotte o convertite in azioni.

In pratica, chi resta sotto la soglia di garanzia non è toccato dal bail-in.

E se il fondo di garanzia non avesse abbastanza risorse?

I fondi di garanzia sono alimentati dai contributi delle banche aderenti e devono raggiungere per legge una dotazione minima pari allo 0,8% dei depositi protetti.

Se le risorse disponibili non bastassero, il fondo può chiedere contributi straordinari alle banche e ricorrere a forme di finanziamento alternative. La garanzia, quindi, non dipende dalla sola cassa del fondo al momento della crisi.

Il quadro europeo sulla gestione delle crisi bancarie e sulla garanzia dei depositi è stato aggiornato nel 2026 e dovrà essere recepito dagli Stati membri. Alcune regole descritte in questo articolo potrebbero quindi cambiare nei prossimi anni.

Quali sono i rischi di un conto deposito?

Anche quando il capitale è protetto, un conto deposito presenta rischi economici e contrattuali che è bene conoscere prima di firmare.

Rischio di liquidità e vincoli

Il rischio di liquidità è la possibilità di non poter usare il denaro quando serve. Nei conti liberi le somme si possono prelevare secondo i tempi previsti dal contratto. Nei conti vincolati, invece, il denaro resta impegnato per un periodo prestabilito, da pochi mesi a diversi anni.

Alcuni prodotti consentono lo svincolo anticipato, altri no. Quando è ammesso, di solito comporta la perdita totale o parziale degli interessi. Vincolare 30.000 euro per 36 mesi, ad esempio, è poco adatto a chi sa già che potrebbe averne bisogno entro un anno.

Prima di scegliere un vincolo conviene separare il fondo per le emergenze dal denaro che può davvero restare fermo.

Rischio inflazione e rendimento reale

Un conto deposito protegge il capitale nominale, non il suo potere d'acquisto. Se l'inflazione supera il rendimento netto, il saldo cresce ma con quei soldi si compra meno.

Un esempio con valori ipotetici: 10.000 euro su un conto con tasso lordo del 2,5% e inflazione annua al 2%.

Voce

Importo annuo

Interessi lordi (2,5%)

250 €

Ritenuta del 26%

−65 €

Imposta di bollo (0,20%)

−20 €

Interessi netti

165 € (1,65%)

Il rendimento netto dell'1,65% è inferiore all'inflazione ipotizzata del 2%: in termini reali il risparmiatore perde circa lo 0,35% di potere d'acquisto. Per questo il confronto tra offerte va fatto sempre sul rendimento netto, non sul tasso pubblicizzato.

Variazione dei tassi e condizioni contrattuali

Nei conti vincolati a tasso fisso il tasso concordato resta in genere invariato per tutta la durata del vincolo. Nei conti liberi, invece, la banca può modificarlo secondo le regole del contratto e con il preavviso previsto dalla legge.

Attenzione alle offerte promozionali: un tasso elevato può valere solo per i primi mesi o solo per il denaro nuovo, e scendere sensibilmente alla scadenza della promozione.

Un altro punto da controllare è il rinnovo automatico dei vincoli. Alcuni prodotti, alla scadenza, rivincolano le somme alle condizioni in vigore in quel momento: segnare le date evita di trovarsi con il denaro bloccato per un periodo non voluto.

Rischio di concentrazione e truffe

Concentrare oltre 100.000 euro presso una sola banca aumenta la parte esposta in caso di crisi. Chi ha capitali elevati può distribuirli tra banche giuridicamente distinte, verificando per ciascuna il fondo di garanzia applicabile.

Un rischio diverso, e oggi più frequente, sono le truffe: siti clone, email e messaggi che imitano banche note, offerte con tassi fuori mercato che spingono a trasferire denaro verso soggetti non autorizzati. Il logo di una banca o il richiamo al FITD su una pagina web non sono una prova di autenticità. Prima di versare, verificate sempre l'intermediario negli albi ufficiali e usate solo i canali indicati dalla banca autorizzata.

I conti deposito delle banche estere sono sicuri?

Un conto deposito di una banca estera non è di per sé meno sicuro di uno italiano. Nell'Unione europea le regole sono armonizzate: la copertura ordinaria è di 100.000 euro per depositante e per banca in tutti gli Stati membri. Quello che può cambiare è il fondo che paga il rimborso.

Tipo di banca

Chi garantisce i depositi

Banca italiana

FITD oppure, per le BCC, FGD

Filiale italiana di una banca UE

Il fondo dello Stato d'origine della banca

Banca UE che opera online senza sede in Italia

Il fondo dello Stato d'origine della banca

Banca extra UE con succursale in Italia

Da verificare caso per caso: può aderire al FITD o avere una tutela equivalente

Un deposito presso la filiale italiana di una banca tedesca, ad esempio, è tutelato dal sistema tedesco e non dal FITD. In questi casi i fondi nazionali collaborano: di norma è il fondo italiano a fare da tramite per i rimborsi ai clienti italiani.

Una sede, un sito o un servizio clienti in Italia non bastano quindi a capire quale fondo è responsabile.

Come verificare il fondo di garanzia di una banca

Il documento chiave è il modulo standard per le informazioni da fornire ai depositanti, che ogni banca deve consegnare prima dell'apertura del conto. Indica il fondo competente, il limite di copertura e i tempi di rimborso.

Se il conto è offerto tramite una piattaforma di intermediazione o con un marchio commerciale, controllate la denominazione legale della banca presso cui il denaro è effettivamente depositato: è quella che determina la tutela, non il nome dell'offerta.

Come verificare la sicurezza di un conto deposito prima di aprirlo

Prima di trasferire i risparmi conviene fare alcune verifiche, indipendenti dal tasso pubblicizzato.

Verifica

Cosa controllare

Autorizzazione

Che la banca sia iscritta negli albi della Banca d'Italia

Fondi di garanzia

Quale fondo tutela i depositi e con quali limiti

Identità della banca

Se marchi o offerte diverse fanno capo alla stessa banca

Svincolo

Se si può ritirare il denaro in anticipo e cosa si perde

Tasso

Se è fisso, variabile o promozionale, e per quanto tempo

Rinnovo

Se il vincolo si rinnova da solo e a quali condizioni

Rendimento netto

Interessi effettivi dopo ritenuta, bollo ed eventuali costi

Le informazioni vanno prese dal foglio informativo, dal contratto e dal modulo sulla protezione dei depositi, non solo dalla pagina pubblicitaria. In caso di dubbi, soprattutto con banche estere o piattaforme, chiedete chiarimenti per iscritto prima del versamento.

L'analisi dell'esperta

Claudia Combattelli
Claudia Combattelli Avvocato esperta in Diritto Bancario e Finanziario

L’errore che vedo più spesso non riguarda il rischio che la banca fallisca, ma la convinzione di essere protetti quando non lo si è. Succede con le obbligazioni della propria banca, scambiate per depositi, o con due conti di marchi diversi che in realtà appartengono allo stesso istituto. Prima di guardare il tasso, chiedete sempre il modulo sulla protezione dei depositi: in una pagina vi dice chi vi garantisce e fino a quanto.

FAQ

No, ma è tra gli strumenti di risparmio a più basso rischio. La garanzia protegge le somme fino a 100.000 euro per persona e per banca; restano possibili rischi legati a inflazione, liquidità e condizioni contrattuali.

Sì. I conti vincolati hanno la stessa copertura di conti liberi e conti correnti: il vincolo non riduce la protezione.

No. Il limite si applica alla somma di tutti i depositi della stessa persona presso la stessa banca, qualunque sia il numero dei conti.

Sì, se ritirate il denaro prima della scadenza: molti contratti prevedono in quel caso la riduzione o la perdita degli interessi maturati.

Per i depositi coperti dai fondi italiani, di norma sette giorni lavorativi dall'avvio della liquidazione. Per la parte eccedente dei saldi temporaneamente elevati, invece, il rimborso avviene su richiesta entro sei mesi.

Fonti ufficiali e riferimenti normativi